E voi lo sapevate cosa fare quanto ti contatta la banca ma è una truffa?
Truffa banca: quando i truffatori si fingono la tua banca
Tra le diverse tipologie di frode bancaria, un filone in crescita è quello nel quale si viene contattati dalla banca: ovviamente, il contatto non è autentico, ma realizzato dai truffatori che ci spingono a fare operazioni a loro vantaggio. Sapete perché queste truffe funzionano? Perché il truffatore ci appare credibile: se ci pensate bene, nel nostro immaginario, il criminale è una figura “furtiva”, che ci deruba e si dilegua rapidamente! Qui invece i truffatori, con eloquio forbito e modi professionali, passano molto tempo con noi, proprio per guadagnarsi la nostra fiducia. Vediamo le casistiche più diffuse.
Il messaggio sospetto che sembra arrivare dalla banca
In molti casi, tutto inizia con un messaggio o una telefonata che sembra arrivare dalla tua banca. Il numero è giusto, l’alias anche (cioè il numero che compare sul nostro smartphone sembra quello della banca). Ma è una truffa! Una delle più comuni parte con un SMS di phishing: ti avvisa che ci sono pagamenti sospetti in uscita verso l’estero e ti invita a cliccare su un link per “disconoscere” l’operazione. Da lì, vieni reindirizzato a un sito che sembra quello della tua banca. Inserisci le credenziali. E il danno è fatto!
La finta telefonata dell’ufficio antifrode
Ma la trappola non finisce lì. Subito dopo, arriva una telefonata. È un finto operatore dell’ufficio antifrode. Gentile, competente. Ti dice che devi correre in filiale per mettere al sicuro i tuoi soldi. In realtà ti sta solo guidando a fare un bonifico… direttamente ai truffatori.
I QR Code trappola via WhatsApp
In un’altra variante ancora più subdola, ti mandano dei QR Code tramite WhatsApp, spacciandoli per strumenti utili allo storno delle operazioni. Ti dicono di inquadrarli con l’app della banca. Tu obbedisci, pensando di bloccare una frode. Invece, autorizzi un prelievo dal tuo conto tramite uno sportello ATM, dove il truffatore è già pronto a incassare.
La truffa del finto dipendente infedele
Forse la frode più ardita è quella che prende il nome di truffa del finto dipendente infedele: i truffatori contattano al telefono il cliente e, fingendosi operatori antifrode della Banca e/o della Polizia Postale per acquisire la sua fiducia, lo allertano circa false «operazioni fraudolente momentaneamente bloccate» sul suo conto corrente. In questo caso la minaccia sarebbe addirittura un dipendente infedele della banca: ecco allora che i truffatori convincono il cliente a recarsi «con urgenza» in filiale per eseguire, da sportello, operazioni di pagamento (tipicamente bonifici istantanei) verso un conto corrente sicuro al fine di «mettere in sicurezza» i propri fondi. Una volta in filiale, il cliente viene persuaso a restare in contatto telefonico con i truffatori, a non dare confidenza ad eseguire un bonifico verso un nuovo IBAN fraudolento fornito dai truffatori e, convinto di «mettere in sicurezza i proprio risparmi», li trasferisce verso i criminali.
Controllo remoto del PC: il trucco dell’assistenza
Ma non è tutto. In certi casi, sempre fingendosi la tua banca, i criminali ti chiedono di cedere il controllo del tuo PC. Come? Facile: ti dicono che serve per “aiutarti” a bloccare gli accessi sospetti. E ti fanno scaricare software per l’assistenza remota, come “Windows Quick Assist”. Una volta dentro il tuo computer, inseriscono dispositivi di pagamento, ti chiedono i codici di autorizzazione, e svuotano il conto.
Malware su smartphone
Un’altra variante? Il truffatore, presentandosi come un addetto dell’assistenza bancaria e ti convince a installare un’app, apparentemente per controllare il tuo conto o proteggerti da attacchi. Ma è un malware: prende il controllo del tuo telefono, fa operazioni bancarie all’insaputa della vittima… e poi resetta tutto alle impostazioni di fabbrica. Come se nulla fosse mai successo.
Come dicevo, in ognuno di questi casi, c’è un elemento chiave: il truffatore si finge la tua banca. Usa le stesse parole, lo stesso tono. A volte sa anche i tuoi movimenti recenti, perché ha già raccolto informazioni attraverso phishing o data breach.
Che fare? Ecco i nostri consigli antitruffa:
- Se ti chiamano dalla “banca” e ti mettono fretta, non fidarti. Chiudi la telefonata e richiama, usando i contatti ufficiali.
- Non installare mai app fuori dagli store ufficiali.
- Se ricevi QR Code o codici via chat, non usarli. Nessuna banca li invia così.
- Non cedere mai il controllo del tuo PC o smartphone a sconosciuti, anche se si presentano come tecnici di banca o polizia postale.
La tua banca non chiede mai di fare operazioni urgenti né invia strani link per “bloccare” transazioni. Né tantomeno chiede di recarsi in filiale per spostare i risparmi su conti sicuri.
Per saperne di più ascolta il podcast Scontrini
E voi lo sapevate?
Autore: Massimiliano Dona
Data: 19 agosto 2025
