E voi lo sapevate cosa può fare l’AI per i consumatori?
Oggi parliamo di AI per i consumatori
Cosa può fare l’AI per i consumatori? Oggi parliamo di intelligenza artificiale e di quello che può fare per i consumatori.
“Oggi è il giorno peggiore per l’intelligenza artificiale.” Non abbiate paura non voglio investirvi di pessimismo cosmico: quella che avete appena sentito è una frase già iconica tra i guru dell’intelligenza artificiale… La usano per ricordare che tutto quello che vediamo oggi, domani sarà già superato. E quindi oggi è il “giorno peggiore” perchè già terribilmente vecchio.
Perché oggi è il momento migliore per parlare di AI
Dal punto di vista dei consumatori, provo a ribaltare la massima, dicendo che allora proprio “oggi è il miglior giorno per parlarne”: perché non è ancora tutto scritto. Possiamo ancora scegliere come usarla e – soprattutto- per fare cosa a beneficio delle persone.
Noi, come associazioni dei consumatori, non siamo nati per inseguire le mode tecnologiche. Siamo nati per una cosa molto più semplice e molto più difficile: ascoltare e supportare le persone. Ma quindi a cosa può servire l’AI nel nostro quotidiano? Un rapido elenco di cose che stiamo sperimentando (e forse ciascuno di voi può provarci).
Gli usi pratici dell’AI per i consumatori
AI come traduttore contrattuale.
AI come detective antitruffa.
AI come comparatore di offerte.
AI per spiegare le etichette dei prodotti alimentari: in alcuni casi la lista degli ingredienti si fa lunga e complicata, stiamo allenando l’AI a recepire una foto dell’etichetta per darci un parere ragionato sulle nostre scelte d’acquisto (funzione che propongono da tempo alcune app, ma sulla base di quali dati scientifici? Con la AI saremo noi ad inserire le fonti all’interno del sistema.
Il chatbot “Voi lo sapevate”: l’AI al servizio dei diritti
Queste sono solo alcune delle azioni futuribili per la nostra AI … Ma qualcosa è già realtà: noi dell’Unione Nazionale Consumatori abbiamo appena lanciato un chatbot, in pratica un esperto da consultare h24 (7 giorni su sette) su problematiche di consumo. Si tratta di un esperto virtuale basato sulla tecnologia d’intelligenza artificiale di OpenAI, pensato per dialogare con te come se fossi proprio io a risponderti. E per questo lo abbiamo chiamato “Voilosapevate”.
Anche se non si tratta di una consulenza legale, puoi scrivergli in qualsiasi momento per capire i tuoi diritti di consumatore, chiedere modelli di reclamo o semplicemente farti spiegare con parole chiare cosa puoi fare in un caso concreto. Per usarlo ti basterà avere già (o creare gratuitamente) un account su OpenAI, la piattaforma che ospita l’assistente: dovrai considerare le limitazioni previste dalla piattaforma per un utilizzo free (e anche le avvertenze privacy, trattandosi di una piattaforma terza.
L’empatia come valore aggiunto dell’AI per i consumatori
Voi direte: ma io già uso l’AI per rispondere ai miei dubbi sui miei diritti di consumatore. Quale differenza c’è tra il suo chat-bot e una normale interazione con l’AI?
Innanzitutto, l’empatia: quando una persona ci scrive per un reclamo, il suo primo bisogno non è sapere se ha ragione, è non sentirsi abbandonata. La nostra AI “voi lo sapevate” sa rispondere in modo empatico, ma non è gentilezza fine a se stessa: il GPT “Voi lo sapevate” riesce a riconoscere il grado di frustrazione dietro le parole e risponde sulla base del consumatore che si è rivolto a noi, ma non solo!
Dall’ascolto umano all’intelligenza artificiale
Ma aggiungo, abbiamo provato a realizzare un sogno: trasformare ogni reclamo gestito in un seme di conoscenza. Funziona così: ci arriva un reclamo arriva, l’AI riconosce che il problema è frequente e ci propone di aggiornare un articolo sul nostro sito, pubblicare un post, scrivere un copione per un podcast. Tutto parte da una voce reale. E scatta un circolo virtuoso tra ascolto, contenuto e servizio.
A pensarci bene, nulla di nuovo: mi vengono in mente le parole di Seth Godin che diceva: “Il lavoro del marketing non è trovare nuovi clienti per i nostri prodotti, ma nuovi prodotti per i nostri clienti.”
Ecco, anche per noi vale lo stesso. L’AI non può servire soltanto a trovare nuovi soci per l’associazione o follower per i miei social. Deve servire a creare nuovi servizi per le persone che già ci ascoltano.
L’unione tra AI e ascolto umano
E qui c’è la nostra forza come associazione dei consumatori: le aziende possiedono forse più dati di noi (i famosi “big data”), ma noi -grazie all’ascolto quotidiano delle richieste dei consumatori- abbiamo i “deep data”. Non solo numeri, ma storie. Esperienze, emozioni, bisogni.
Ecco perchè se uniamo questi due mondi (l’ascolto umano e l’intelligenza artificiale) come Associazione di consumatori, diventiamo unici! Forse neppure le grandi piattaforme possono competere con noi quanto ad efficacia nelle risposte!
E allora torno all’inizio: “Oggi è il giorno peggiore per l’intelligenza artificiale.” Forse vale solo per chi pensa che domani sarà uguale all’oggi? Noi preferiamo pensare (forse in modo unconventional) che l’AI non sia una minaccia. Certo va governata da un serio quadro di regole, ma anche insegnata alle persone e usata come un ponte costruito tra noi e i bisogni dei consumatori.
Per saperne di più ascolta il podcast Cosa può fare l’AI per i consumatori?
E voi lo sapevate?
Autore: Massimiliano Dona
Data: 12 novembre 2025
