L’IVA sui cosmetici: necessità o lusso?

Massimiliano Dona
23 Settembre 2025
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E voi lo sapevate quant’è l’iva sui cosmetici?

IVA sui cosmetici: una tassa come beni di lusso

Voi lo sapevate che su shampoo, dentifricio o sapone paghiamo la stessa Iva riservata a gioielli e auto di grossa cilindrata? Proprio così, il nostro sistema fiscale applica la medesima aliquota IVA del 22%, senza considerare quanto siano essenziali nella quotidianità di ciascuno di noi.

I numeri del settore cosmetico in Italia

Partiamo dai dati. In Italia, il settore cosmetico ha chiuso il 2024 con un fatturato superiore ai 16,5 miliardi di euro e coinvolge praticamente tutti: uomini, donne, bambini, anziani. Non stiamo parlando di prodotti per pochi privilegiati, ma di articoli che fanno parte della routine quotidiana per l’igiene e la cura personale.

Confronto con altri settori e Paesi europei

Eppure, questi prodotti sono tassati al 22%. Per fare un confronto: se andate in un ristorante di lusso o in un albergo a 5 stelle, l’Iva è al 10%, se invece volete lavarvi i denti o le mani pagate come se steste acquistando un bene voluttuario. Senza contare che da noi l’aliquota ordinaria è superiore a quella di altri Paesi Ue, come la Germania (19%) e la Francia (20%).

Un paradosso che pesa sui consumatori

Insomma, un tema sul quale ci sarebbe da organizzare una “protesta popolare” se il consumatore fosse più correttamente informato e consapevole del livello di tassazione applicato a questo o quel prodotto. Una crema solare che protegge dai tumori della pelle è davvero un bene di lusso? Un deodorante che “normalizza” la vita sociale può essere considerato un vezzo? La linea di demarcazione tra spese obbligate e non essenziali si è fatta sempre più sottile, ma la tassazione fa comunque di tutta un’erba un fascio ed è rimasta ancorata a categorie del passato.

L’impatto sociale della tassazione

Eppure, la tassazione sui cosmetici ha un impatto sociale spesso sottovalutato. Non tutti possono permettersi di pagare il 22% in più per prodotti che considerano importanti per il loro benessere. Questo crea disparità nell’accesso a prodotti per la cura personale, che non dovrebbero essere un privilegio. Inoltre, la stessa tassazione può spingere molti consumatori verso l’acquisto online di prodotti provenienti da Paesi extra europei con normative di controllo meno rigorose, mettendo magari a rischio la propria sicurezza.

Verso una riforma IVA sui cosmetici

È la classica situazione win-win che spesso la politica fiscale fatica a riconoscere. Una riforma dell’IVA sui cosmetici (almeno alcuni) porterebbe benefici a cascata: prezzi più accessibili per i consumatori, crescita del mercato interno.

Per saperne di più ascolta il podcast L’IVA sui cosmetici: necessità o lusso?

E voi lo sapevate? 

Autore: Massimiliano Dona
Data: 24 settembre 2025

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