E voi lo sapevate che l’emergenza del momento per i consumatori sono i dati?
Emergenza dati: perché è davvero un problema attuale
Oggi parliamo di quella che è diventata la vera emergenza del momento: l’emorragia dei nostri dati! Se vi dicessi che mentre navighiamo nella quotidianità digitale, i nostri dati personali stanno diventando sempre più difficili da proteggere. Se vi parlassi dei dati che finiscono quotidianamente in pasto alle varie intelligenze artificiali, non vi allarmerei più di tanto: sono preoccupazioni ormai note ai più e tutto sommato pensiamo siano fenomeni irreversibili connessi alla digitalizzazione delle nostre esistenze: parliamoci chiaro, nessuno di noi è più di tanto interessato a sapere dove sono custidite le nostre informazioni che abbiamo condiviso con una piattaforma di ecommerce o con il nostro social media preferito…
Il caso emblematico delle chiamate indesiderate
Le cose cambiano quando la domanda di fa più concreta… E sarà capitato anche a voi, magari dopo l’ennesima chiamata di un call center, di chiedervi: ma dove diamine avranno preso il mio numero!?! Ecco questa è la domanda che ci interessa da vicino e la risposta, purtroppo deve preoccuparci. Sarò esplicito, senza giri di parole devo dirvi che i nostri dati sono di dominio pubblico! In Italia, tutti possono accedere facilmente al nostro recapito telefonico, alla nostra email. E sapete perché? In Italia non c’è più alcun controllo sulla nostra riservatezza, con un conseguente rischio altissimo per la sicurezza delle persone! Ma come direte voi, la privacy, le regole? Ormai non è possibile chiudere la stalla, i buoi sono scappati…
Emergenza dati e rischio truffe: un binomio pericoloso
Quello che notiamo a prima vista è il proliferare delle chiamate moleste dei call center, ma vi assicuro: questo è il fastidio minore! Il vero problema è la crecente esposizione della popolazione al “rischio truffe”, perché non soltanto il nostro telefono è stato già venduto molte volte al mercato nero e quindi non è più possibile proteggerlo, ma la stessa sorte hanno subito pezzi di informazione che ci riguardano: mi è capitato di essere chiamati da un operatore luce e gas subito dopo aver navigato online su un comparatore tariffario? Oppure di ricevere una chiamata da un operatore di telefonia subito dopo aver segnalato un disservizio; o ancora, di essere contattati dal presunto reparto antifrode di una banca proprio non appena abbiamo chiamato il numero verde per un problema con la carta. Coincidenze? Non proprio.
Dati in vendita: il mercato nero delle informazioni
Il punto è che i nostri dati, i nostri numeri di telefono, ma anche le informazioni sui contratti che abbiamo sottoscritto, stanno circolando liberamente, passando di mano in mano e finendo persino nei circuiti del dark web. Settori come l’energia, la telefonia, l’assicurativo e il bancario sono quelli più coinvolti: i comparatori tariffari, i data base delle squadre di intervento tecnico delle telco, e molti altri operatori senza scrupoli si rivendono i nostri dati, creando un mercato parallelo che alimenta abusi e, soprattutto, truffe di ogni genere.
La nostra leggerezza: un alleato dei truffatori
Ma il problema non finisce qui: a queste fughe di dati si aggiunge anche la nostra leggerezza. Quanti di noi condividono online informazioni personali? Dal biglietto aereo al selfie nella struttura alberghiera, dal numero di telefono lasciato sui siti di ecommerce ai nomi dei componenti della famiglia esposti negli adesivi attaccati sul vetro posteriore dell’auto. Tutti dettagli che, messi insieme, fanno di ciascuno di noi un bersaglio perfetto.
Truffe digitali: come ci identifichiamo senza accorgercene
E attenzione: tra le informazioni che forniamo involontariamente i truffatori, ci sono anche le nostre reazioni ai diversi stimoli che riceviamo: se vi trattenete sul post che avete intercettato su Facebook, dove vi propongono di rispondere a un questionario per vincere un frigorifero o l’ultimo smartphone, ecco che stiamo dicendo i truffatori che siamo in target per le loro truffe… Ancora: se abboccate alla telefonata automatizzata che vi informa che il vostro curriculum è stato accettato, ancora una volta state dicendo ai truffatori che siete inclini a un certo tipo di suggestioni: che state cercando lavoro e forse anche che credete ai facili guadagni!
Difendersi dall’emergenza dati: attenzione e diffidenza
Il collegamento tra le decine di messaggini che riceviamo ogni giorno e le truffe è spesso invisibile ma concreto: l’organizzazione criminale che ci contatta dopo aver notato la nostra ingenuità su una piccola offerta online saprà che siamo predisposti a fidarci e potrebbe proporci investimenti miracolosi o farci cadere nella rete del trading online.
Come ci si difende da tutto questo? Facendo attenzione a quello che condividiamo, a dove lasciamo il numero di telefono, ai moduli che compiliamo online e alle chiamate sospette che riceviamo. Ma soprattutto alzando la nostra soglia di diffidenza: anche se l’interlocutore al telefono conosce il nome di nostra moglie, l’ultima località dove siamo stati in villeggiatura, il nome della nostra banca o persino gli ultimi tre numeri della nostra carta di credito, non fidiamoci: i truffatori ormai fanno leva su un enorme quantità di dati per fingersi credibili!
Per saperne di più ascolta il podcast Scontrini
E voi lo sapevate?
Autore: Massimiliano Dona
Data: 6 agosto 2025
