Reclamo N° 142880

Reclamo N° 142880

Valfrido
07 Marzo 2019
Spett. Ufficio, Desidererei segnalare un fatto più che increscioso che mi è capitato durante il mio breve soggiorno a Roma, ad inizio settimana. Mi presento. Mi chiamo Valfrido Aghilone, cittadino italiano residente a Tunisi, Tunisia, dove lavoro presso la Nostra Ambasciata al Settore Culturale. Mi ero recato, con un collega, a Roma, nel periodo 28/01 - 04/02 scorso ed avevamo pernottato presso l’Hotel Altavilla in via Principe Amedeo 9, per recarci presso il nostro datore di lavoro, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Piazzale Farnesina. In data 03/03 u.s., sono tornato a Roma, sempre per motivi di lavoro con il MAECI ed ero ospite di parenti residenti nella Capitale. Lunedì 04/03, alle ore 07.30, trovandomi presso la Stazione Termini, mi reco personalmente all’Hotel Altavilla per chiedere disponibilità e prezzo per il mio collega che, la settimana prossima, sarebbe dovuto anch’esso tornare a Roma sempre per gli stessi motivi di lavoro. Il nostro passato soggiorno in quell’hotel era stato più che soddisfacente : ottimo rapporto qualità/prezzo, pulizia, cortesia, vicinanza da tutto, ecc... Era quindi ovvio che questo mio collega volesse ritornare e volevo approfittare per prenotare. Entro quindi in albergo e mi rivolgo all’impiegato alla reception, un giovane asiatico, a cui spiego la situazione, chiedo la disponibilità e il prezzo per il collega indicando date e periodo. Costui consulta il computer e prende in mano la calcolatrice, esegue delle operazioni e, a termine, si appresta ad indicarmi la somma quando viene interrotto da una persona, anziana, giuntami alle spalle, e che si introduce dietro al bancone per chiedergli : - “Cosa stai facendo ? - Indico al Signore il prezzo della stanza, risponde l’impiegato - No, tu hai finito il tuo turno di lavoro, non devi fare più niente. Quando verrà il tuo collega se la vede lui”, replica il tizio ignorandomi completamente. A mio turno ignorandolo chiedo all’impiegato : - “Allora, me lo puo’ dire questo prezzo ?” L’impiegato, imbarazzato, con lo sguardo basso mi dice allora che non ci sono stanze disponibili. La persona anziana allora, alzando la voce, mi dice : - “Lo vuol capire che deve aspettare ! Lui ha finito il suo turno di lavoro. Quando verrà il collega se la vedrà lui” alterandosi visibilmente. - Intanto si deve calmare, gli rispondo, poi, non voglio mica far lavorare il suo impiegato più del dovuto, desidererei solo che mi dicesse l’ammontare che tra l’altro ha già calcolato. - Io qui sono il Direttore e si fa quello che dico io; Lei non deve insistere, urlando sempre di più, e poi, se ne vada fuori da qui”, accompagnando quest’ultima frase con un gesto della mano come se stesse cacciando le mosche o dei polli. Qui, mi arrabbio anch’io : - “No, Lei non deve permettersi di parlarmi in questo modo e di cacciarmi via cosi; se Lei è veramente il Direttore dovrebbe prima di tutto imparare a ben accogliere le persone che entrano nel suo albergo e trattarle con educazione - E Lei insiste, insiste; non si puo’ fare... Fuori di qui, ribadendo il gesto con la mano. - Lei è un rozzo, villano e maleducato, gli rispondo anch’io all’apice della collera. - Fuori, fuori”. Esco fuori, arrabbiatissimo, ma dopo aver percorso dieci metri torno dentro. - “Mi chiamo Valfrido Aghilone, gli dico, se lo segni. Mi dia il suo nome, se ne ha uno. - Non ho nessun nome e non me ne frega niente di come TI chiami. - Io dichiaro il mio nome perché non ho niente da nascondere e perché andro’ a denunciarla; mi dia il suo. - E chi sei TU che ti devo dare il mio nome ? Ma vai a denunciare chi vuoi, chi se ne frega. - IO, io al contrario di Lei, sono una persona educata. Ma Lei, non soltanto è maleducato e villano ma anche vile, pusillanime e meschino: non osa nemmeno dichiarare le sue generalità. Non finisce qui, La denuncero’. - Ma vai va”, e ancora lo stesso gesto per cacciare le mosche. Ecco. Tengo a sottolineare che non ho insultato la persona, che ho continuato, nonostante tutto, a dargli del Lei. Personalmente, ho 51 anni, lavoro presso la Diplomazia italiana dal 1990 !, e ad essere trattato in questo modo non posso tollerarlo. E’ chiaro che tutti i fatti da me esposti sono realmente accaduti e mi prendo tutte le responsabilità del caso di quanto dichiarato. Fiducioso in un vostro cortese riscontro, colgo l’occasione per porgere i miei più distinti saluti.
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