Reclamo N° 377263
Reclamo N° 377263
Mirko
20 Settembre 2026
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione una prassi adottata dall’Aeroporto di Bologna che, a mio avviso, merita di essere approfondita dal punto di vista della tutela dei passeggeri.
L’aeroporto limita infatti l’accesso ai controlli di sicurezza in base all’orario di partenza del volo: i passeggeri possono accedere all’area dei controlli soltanto a partire da 2 ore e 30 minuti prima della partenza per i voli in area Schengen e da 3 ore prima per le altre destinazioni. La motivazione indicata dall’aeroporto è legata alla disponibilità di spazio nelle aree successive ai controlli.
Questa limitazione sarebbe probabilmente meno problematica se ai passeggeri che arrivano in aeroporto con maggiore anticipo fossero offerte delle alternative adeguate. Attualmente, però, non risulta disponibile neppure un servizio di deposito bagagli: sul sito dell’aeroporto il servizio viene indicato come “temporaneamente sospeso”.
La situazione crea quindi un problema concreto per chi, per necessità organizzative, arriva in aeroporto diverse ore prima della partenza. È il caso, ad esempio, di chi deve lasciare una struttura ricettiva al mattino ma ha un volo nel tardo pomeriggio o in serata, oppure di chi raggiunge Bologna da altre località e deve necessariamente tenere conto degli orari dei collegamenti ferroviari o stradali.
In queste circostanze il passeggero rimane di fatto nell’area pubblica dell’aeroporto con i propri bagagli per diverse ore, senza poter accedere alla zona dei gate e senza poter lasciare le valigie in deposito. Le alternative sono sostanzialmente attendere sulle sedute disponibili nell’area pubblica oppure sostenere un’ulteriore spesa per accedere a una lounge, che peraltro nella mia esperienza risulta spesso molto affollata.
Vorrei inoltre segnalare un episodio che mi è accaduto personalmente e che mostra una possibile criticità ulteriore di questo sistema, soprattutto quando intervengono variazioni dell’orario di partenza.
A metà giugno avevo un volo Ryanair da Bologna a Cagliari. Il volo era stato posticipato e avevo ricevuto una prima comunicazione relativa al ritardo. Non potendo ancora accedere all’area dei controlli di sicurezza sulla base del nuovo orario indicato e dovendo quindi rimanere nella parte pubblica dell’aeroporto, mi sono allontanato.
Quando sono tornato circa un’ora e mezza più tardi, per verificare comunque la situazione, ho scoperto dagli schermi dell’aeroporto che la partenza era stata nuovamente anticipata rispetto all’orario posticipato che mi era stato comunicato e che il volo era ormai perso. Non avevo ricevuto nel frattempo una nuova comunicazione dal vettore che mi informasse del secondo cambiamento.
Sono consapevole della mia parte di responsabilità nell’accaduto: avrei potuto e dovuto continuare a monitorare direttamente gli schermi delle partenze anche dopo aver ricevuto la comunicazione del ritardo. Non intendo quindi attribuire automaticamente all’Aeroporto di Bologna la responsabilità per la perdita del volo.
Ritengo però che l’episodio evidenzi un problema più generale. Se avessi potuto superare i controlli di sicurezza e attendere normalmente nella zona dei gate, con ogni probabilità avrei avuto modo di accorgermi della variazione dell’orario e raggiungere il gate. La limitazione temporale imposta dall’aeroporto mi obbligava invece a rimanere nella zona pubblica, separato dall’area di imbarco.
La situazione è stata resa ancora più problematica dalle alternative che mi sono state prospettate dopo aver perso il volo. Per poter usufruire della possibilità di spostare la prenotazione su un altro volo mi è stato indicato che avrei dovuto acquistare, entro un’ora, un nuovo volo al costo di circa 100 euro attraverso un generico ufficio partenze; in alternativa avrei dovuto acquistare autonomamente un nuovo biglietto, che in quel momento aveva un costo nell’ordine dei 500 euro.
Trattandosi di un collegamento Bologna–Cagliari, non avevo inoltre a disposizione alternative realistiche che mi consentissero di raggiungere la destinazione in tempi comparabili.
Al di là del mio singolo episodio, vorrei quindi chiedervi se possiate verificare alcuni aspetti della questione: in particolare, se sia legittimo e proporzionato impedire a un passeggero in possesso di regolare carta d’imbarco di accedere ai controlli di sicurezza prima di una determinata finestra temporale; se questa pratica sia comune negli aeroporti italiani ed europei oppure rappresenti una peculiarità dell’Aeroporto di Bologna; e se, in presenza di una simile limitazione, debbano essere garantiti servizi alternativi adeguati per i passeggeri costretti ad attendere diverse ore nell’area pubblica.
Mi interesserebbe inoltre capire se la contemporanea indisponibilità del deposito bagagli possa assumere rilevanza sotto il profilo della tutela del consumatore, considerando che il passeggero non può né accedere all’area airside né liberarsi temporaneamente del proprio bagaglio.
Infine, credo sarebbe utile approfondire il funzionamento di questa limitazione quando un volo subisce uno o più cambiamenti di orario. Se la possibilità di accedere ai controlli viene calcolata sulla base dell’orario aggiornato del volo, infatti, un ritardo può determinare anche lo spostamento in avanti del momento in cui il passeggero viene ammesso ai controlli. Nel caso in cui il volo venga successivamente riportato verso l’orario originario, sarebbe importante capire quali garanzie siano previste affinché il passeggero abbia materialmente il tempo di superare i controlli e raggiungere il gate.
Non presumo che la prassi adottata dall’Aeroporto di Bologna sia illegittima. Proprio per questo vi segnalo il caso: vorrei capire quale sia il quadro normativo applicabile, quanto questa modalità di gestione sia diffusa e se le conseguenze che produce sui passeggeri siano compatibili con gli obblighi e gli standard previsti a tutela degli utenti del trasporto aereo.
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