Reclamo N° 355840
Reclamo N° 355840
Roberta
04 Luglio 2025
Buonasera, il 24 maggio scorso, dopo l'improvviso decesso di mio marito, avvenuto il 19 Maggio 2025, i miei figli ed io ci siamo recati presso il centro commerciale Le Porte di Mestre (VE). Abbiamo chiesto come potevo subentrare nel contratto di telefonia fissa intestato a mio marito, in quanto sua erede. Ho presentato un'ampia documentazione a riprova di quanto affermavo, ma mi è stato risposto che il subentro non era possibile e che bisognava attivare un nuovo contratto telefonico (TIM WIFI Casa Mega), a loro parere più conveniente del precedente.
Quando abbiamo chiesto (più volte) che cosa dovessimo fare a quel punto, ci è stato risposto che dovevamo SOLTANTO contattare il loro tecnico per la sostituzione del modem e nient'altro.
Ed è quello che abbiamo fatto. Parlando con chi aveva avuto un'esperienza simile, però, abbiamo scoperto che la nostra vecchia linea fissa era ancora attiva (e io pagante) perché non eravamo stati avvisati da chi di competenza che la disattivazione è compito del cliente.
Non solo: nell'offerta attivata mi era stato assicurato che sarebbero stati compresi sia il telefono fisso che quello mobile,
Invece così non è stato.
Così, dopo 8 giorni, sono tornata alle Porte di Mestre, dove altri operatori (ogni volta diversi) mi hanno fornito informazioni differenti rispetto alla volta precedente, ma di nuovo non esaustive.
Allora mi sono rivolta al centro TIM di Mirano, dove l'impiegato (inizialmente un po' reticente), mi ha finalmente informato in modo più completo su quelli che fossero i passi da fare per disdire le vecchie offerte del fisso e del mobile (che io continuavo a pagare).
Egli ha dovuto forzare la disdetta del mio vecchio contratto mobile (Silver) perché, secondo lui, rischiavo di doverlo pagare un altro mese, in quanto mi avrebbero prelevato dal conto l'importo dovuto qualche giorno prima della scadenza prevista.
Ho anche scoperto che i moduli con cui avevo disdetto via mail i vecchi contratti non erano andati a buon fine, ma nessuno si era preso la briga di avvisarmi!
Dopo aver chiamato anche un conoscente che lavora in Telecom, ho saputo che nei centri commerciali esistono dei fantomatici "Totem" che lavorano in franchising per le varie società telefoniche e che sono letteralmente delle associazioni per delinquere legalizzate, perché il loro unico interesse è vendere contratti senza alcuna cura per il cliente (sono con loro dal 1983 e credevo di meritare un trattamento migliore).
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