Reclamo N° 354966
Reclamo N° 354966
Riccardo
19 Giugno 2025
Buongiorno!
Volevo chiedere un vostro parere in merito a una pratica credo, purtroppo, molto ricorrente.
Sono cliente Tim per la rete fissa e ho sottoscritto un contratto con prezzo “bloccato” ad aprile 2024 di 25,00 al mese. Ho scelto la domiciliazione bancaria e pertanto verifico semplicemente dall’estratto conto che gli addebiti siano sempre corretti.
Ciò premesso, circa una settimana fa, aprendo appunto l’estratto conto mi accorgo che l’importo addebitato era superiore di circa 3€; faccio qualche verifica su Internet e scopro che dal 1º maggio Tim ha aumentato il costo della rete fissa per molti utenti da un minimo di 2€ a un massimo di 2,90€. Ora, sapendo che la legge impone di comunicare almeno 30 giorni prima la variazione unilaterale delle condizioni contrattuali con diritto di recesso senza alcuna penale per il consumatore, contatto immediatamente il servizio clienti in quanto tale comunicazione non mi è MAI arrivata. L’operatore, dopo qualche verifica, mi informa che Tim ha inserito l’informativa in merito all’aumento del prezzo della bolletta nella fattura del mese di marzo! Ora, posto che l’esercente sa benissimo che i clienti con domiciliazione bancaria difficilmente verificano le fatture posto che non ve ne è motivo se l’importo addebitato sul conto risulta coerente con la tariffa, ammesso che avessi aperto la fattura, la comunicazione si trova alla pagina 6 di 8!!! Tale condotta ritengo sia inaccettabile e vada a ledere i diritti e la buona fede dei consumatori, strumentalizzando una norma che è evidentemente carente.
Infatti, purtroppo, la legge nulla dice in merito alle modalità con cui l’informativa in merito alla variazione unilaterale del prezzo della bolletta debba essere comunicata al consumatore. Tuttavia, credo non sia sufficiente un mero rispetto formale della norma, che sembrerebbe rispettata in tale circostanza, ma occorre che il consumatore sia messo EFFETTIVAMENTE nelle condizioni di conoscere la volontà della società di modificare le condizioni del contratto e quindi di poter recedere senza alcun costo.
Sarebbe stato sufficiente un SMS, una postilla nella mail con cui viene inviata la fattura o una notifica in area riservata. Un aumento di 2€,90 su 25€ di canone mensile ammonta all’11,6%, moltiplicato per i milioni di clienti Tim in Italia rende l’idea di come queste società riescano a gonfiare i loro profitti sulla pelle dei consumatori, approfittandosi delle carenze del sistema legislativo e adottando prassi che solo formalmente si conformano alle prescrizioni che impongono doveri informativi nei confronti dei consumatori, ma che di fatto aggirano tali principi andando a ledere i diritti di questi ultimi.
Cosa potrei fare a parte sicuramente un reclamo?
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