Virus Nipah in Asia, siamo a rischio? 

Agostino Macrì
3 Febbraio 2026
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La malattia da virus Nipah (MvN ) è una zoonosi piuttosto rara attualmente presente in alcuni Paesi asiatici (soprattutto Malesia, Bangladesh, India), dove ha colpito diverse centinaia di persone. Si stima che annualmente si ammalino dalle 20 alle 30 persone. 

Da dove viene? 

Il serbatoio naturale del virus sono i pipistrelli frugivori, che però non manifestano i sintomi clinici della malattia. Si ipotizza che questi animali possiedano un sistema immunitario in grado di contrastare l’infezione. 

Al contrario, altri mammiferi, in particolare i suini e l’uomo, una volta contagiati possono ammalarsi gravemente. Gli uccelli risultano immuni dalla MvN. 

Come si trasmette all’uomo? 

Il contagio può avvenire per via orale, respiratoria o con il contatto diretto con gli animali.

Dai pipistrelli, la via più comune di trasmissione è il consumo della frutta che gli animali hanno morso e infettato con la saliva. Un’altra è il consumo della linfa della palma da dattero, contaminata dai pipistrelli che vi ci sono abbeverati. 

Una importante via di infezione è rappresentata dai suini ammalati di MvN. Si ritiene che alla base della comparsa della malattia nei suini ci sia la costituzione di allevamenti in prossimità di boschi dove vivono i pipistrelli. I suini avrebbero mangiato frutta o altri alimenti contaminati con il virus rilasciato dai pipistrelli e si sarebbero infettati. 

La trasmissione della malattia tra suini e uomo può avvenire per contatto diretto, attraverso il consumo di carni crude dei suini o anche soggiornando negli allevamenti in cui sono presenti animali infetti e respirando l’aria contaminata. Sembra comunque che l’infezione per via respiratoria non sia la più importante. 

Che sintomi ha la malattia da virus Nipah? 

La MvN  ha un periodo di incubazione variabile da 4 a 14 giorni.  

In una prima fase, i sintomi sono simili a quelli influenzali con febbre, cefalea, mialgia, disturbi respiratori.   

Successivamente possono comparire gravi disturbi al sistema nervoso centrale, con encefaliti e difficoltà respiratorie. Purtroppo, la letalità è alta e avviene nel 40–75 % dei casi. Quelli che guariscono possono soffrire di disturbi neurologici anche per lungo tempo. I suini ammalati presentano una sintomatologia simile. 

Come si cura? 

Non esistono vaccini per prevenire la MvN né per i suini, né per l’uomo. Per i suini è possibile praticare lo stamping out, ovvero abbattere tutti gli animali, ammalati e sani, presenti negli allevamenti infetti, per evitare la propagazione della malattia.  

Per l’uomo l’unica misura di prevenzione possibile è il rigoroso rispetto delle norme igieniche nelle zone in cui la malattia è presente. In particolare, bisogna evitare di mangiare la frutta che potrebbe essere stata contaminata dai pipistrelli e fare molta attenzione al possibile contatto con i suini ammalati e al consumo di carni crude o poco cotte. 

Non esistono farmaci efficaci per curare la MvN ed è possibile solo una terapia sintomatica che però non è risolutiva.  Sono stati sperimentatati dei farmaci antivirali, ma con scarso successo. 

In Italia corriamo qualche rischio? 

Al momento la MvN è localizzata in alcuni Paesi asiatici, sotto forma di piccoli focolai che interessano un numero limitato di persone che hanno mangiato frutta contaminata o sono venuti a contatto con animali ammalati. Si tratta di allevatori, macellatori e veterinari, che possono infettare le persone con cui vengono a contatto attraverso fluidi biologici o aerosol emessi con la tosse e che possono essere aspirate.  Non sembra che ci sia una concreta possibilità di dispersione del virus nell’aria e quindi pare che si possa escludere una pandemia come quella da Covid. 

Nel nostro Paese non ci sono pipistrelli frugivori e quindi non c’è il pericolo di un contagio diretto né per i suini, né per l’uomo. Esiste, però, la possibilità di introdurre il virus con l’importazione di suini infetti o con viaggiatori che si sono ammalati visitando zone in cui esistono focolai della malattia. 

Il rischio di importare suini infetti è improbabile, perché i controlli sanitari sulle importazioni sono molto severi e ci garantiscono da eventuali contagi. 

Più probabile è l’introduzione del virus attraverso i viaggiatori. È, quindi, necessario avvertire del pericolo le persone che visitano luoghi dove possono esserci dei focolai di MvN, raccomandando loro di rispettare rigorosamente delle norme di igiene. Nel malaugurato caso di persone che si ammalano, è necessario che al loro ritorno siano adeguatamente curate e mantenute in isolamento fino alla completa guarigione. 

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