Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) critica il taglio delle accise sui carburanti, ma prende un abbaglio
Roma, 27 maggio 2026 – “Non è certo la prima volta che Fondo Monetario Internazionale, agenzie di rating e compagnia bella, prendono un abbaglio. Singolare la tesi di sostituire il taglio delle accise con misure mirate per le famiglie vulnerabili o che le misure che mitigano l’aumento dei prezzi non devono smorzare l’incentivo a ridurre i consumi energetici” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“È vero che si potrebbe introdurre uno sconto carburanti solo per fasce specifiche della popolazione, seguendo il sistema introdotto da alcune regioni come la Lombardia per chi abita vicino al confine con la Svizzera, ma al FMI, dove evidentemente conoscono un po’ di teoria ma poca pratica, dovrebbero sapere che un provvedimento di questo tipo richiederebbe tempi di attuazione biblici, incompatibili con un’emergenza come quella arrivata con la chiusura dello Stretto di Hormuz. Al FMI dovrebbero poi conoscere gli effetti che gli aumenti dei beni energetici hanno sull’inflazione e di conseguenza sul sistema economico: riduzione del potere d’acquisto delle famiglie → consumi a picco → recessione” prosegue Dona.
“Quanto alla bizzarra teoria, già apparsa nei giorni scorsi, che se si riducono le accise non si disincentiva il consumo, dovrebbero sapere che la domanda dei carburanti è anelastica, soprattutto nel breve periodo. Questo al di là del fatto che dubitiamo i consumatori siano contenti di pagare, considerando il prezzo più basso comunicato oggi dal Mimit, la benzina self a 1,965 euro e che per questo vadano in giro a vanvera a bighellonare” conclude Dona.
Il Fondo Monetario Internazionale aveva scritto: “La recente riduzione generalizzata delle accise su diesel e benzina, attuata per attutire l’impatto dello shock, dovrebbe essere sostituita da trasferimenti monetari mirati alle famiglie più vulnerabili. Le misure per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia dovrebbero essere neutrali rispetto al bilancio, temporanee, ben mirate e non smorzare l’incentivo a ridurre i consumi energetici”.

