ANTITRUST: faro su Booking.com

Redazione UNC
22 Marzo 2024
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Si faccia subito chiarezza. I siti comparatori sono utili se informazioni sono corrette, prezzi sono veri, risultati non sono falsati

Roma, 22 marzo 2024 – “Si faccia subito chiarezza” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Booking.com per accertare un presunto abuso di posizione dominante.

“Per avere concorrenza occorre perfetta informazione e trasparenza dell’offerta. I siti comparatori sono, in tal senso, un passo avanti importante, perché consentono di confrontare rapidamente i prezzi di tanti alberghi, permettendo al consumatore di poter scegliere l’albergo più conveniente o quello che ha il miglior rapporto qualità prezzo. Questo meccanismo, però, funziona se le informazioni sono corrette e affidabili, quindi ad esempio se il prezzo sui siti internet è vero, è quello realmente praticato, non un prezzo gonfiato rispetto a quello che si ottiene chiamando direttamente l’albergo o se l’ordine dei risultati è falsato dalle commissioni pagate alla piattaforma” prosegue Dona.

“Se il consumatore decide, quindi, di ordinare i risultati per prezzo, dal più basso al più alto, l’ordine deve essere quello, senza se e senza ma, altrimenti vengono meno la trasparenza del prezzo e la corretta dell’informazione che devono essere a fondamento di un sito comparatore” conclude Dona.

Secondo l’Antitrust, Booking.com conferirebbe alle strutture alberghiere che fanno parte del Programma Partner Preferiti (e della sua estensione Preferiti Plus) vantaggi in termini di visibilità della propria offerta nei risultati di ricerca, a fronte di commissioni più elevate e dell’impegno a offrire su Booking.com prezzi “competitivi”, ovvero non più elevati di quelli che le strutture applicano sul proprio sito o sulle piattaforme di altre agenzie di viaggio online (c.d. OTA). Al contempo, quando riscontra, all’esito di un monitoraggio capillare e sofisticato, che una struttura offre prezzi migliori su altri siti online, Booking si riserva la possibilità di applicare, senza il consenso delle strutture, uno sconto (il c.d. Booking Sponsored Benefit) per allineare l’offerta di Booking.com alla migliore tra quelle disponibili online.

Nel suo insieme, questa strategia all’Antitrust sembra idonea ad ostacolare lo svolgimento di una concorrenza effettiva nel mercato, quantomeno nazionale, dei servizi online di intermediazione e prenotazione alberghiera, a danno di altre OTA con effetti negativi sulle strutture ricettive e, in ultima analisi, sui consumatori in termini di maggiori prezzi e minore scelta nei servizi di intermediazione e prenotazione online.

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