ANTITRUST: indagine sui rincari?

Redazione UNC
14 Gennaio 2026
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Antitrust ha avviato indagine sul ruolo svolto dalla grande distribuzione sui rincari, ma serve indagine a 360 gradi

Roma, 14 gennaio 2026 – “Bene, ottima notizia, ma poi che succede? E’ sempre benvenuta ogni indagine conoscitiva, certo che poi ci piacerebbe avessero anche un seguito e che, una volta evidenziate eventuali criticità, si prendessero provvedimenti, sia sul piano legislativo, sia con provvedimenti dell’Antitrust stessa, atteso che l’art. 1, comma 5, del decreto legge 10 agosto 2023, n. 104 dà il potere all’Antitrust di imporre alle imprese interessate ogni misura strutturale o comportamentale necessaria e proporzionata, al fine di eliminare le distorsioni della concorrenza” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente l’Unione Nazionale Consumatori commentando la notizia che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla grande distribuzione organizzata (GDO) nell’ambito della filiera agroalimentare.

“Da quella sugli algoritmi nel settore aereo a quella sul caro scuola, solo per citare le ultime due indagini conoscitive, sono emerse numerose criticità che ci piacerebbe venissero rimosse: dalla mancanza di trasparenza delle tariffe aeree per via del prezzo separato dei vari servizi accessori al divieto legislativo di poter fare sconti superiori al 15% sui libri scolastici. Bisogna che a queste indagini seguano i fatti e che alle imprese sia poi imposto di cessare pratiche che creano un pregiudizio per i consumatori” prosegue Dona.

“Quanto all’indagine, va ovviamente fatta a 360 gradi, considerato che, secondo il focus dell’Istat citato dall’Antitrust, “negli ultimi due anni, la dinamica di crescita è stata più contenuta e, in parte, sostenuta dal recupero dei margini di profitto delle imprese del settore agricolo”. Si tratta di capire, quindi, come mai, dopo il calo del costo dell’energia e di alcune materie prime rispetto ai picchi successivi all’invasione dell’Ucraina, non tutti i prodotti sono scesi di prezzo” conclude Dona.

L’indagine dell’Antitrust è partita per via della netta divaricazione che si è determinata negli ultimi anni tra l’inflazione generale e l’inflazione dei generi alimentari. In particolare, sulla base dei dati ISTAT, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari hanno fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (pari al 17,3%). A fronte di questi aumenti dei prezzi al consumo, secondo la tesi dell’Antitrust, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata.

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