Fake news della Meloni su 3 alternative per allineamento accise
Roma, 12 marzo 2026 – “Ieri la presidente Meloni ha svelato la bufala dell’accisa mobile, confermando la nostra denuncia. Peccato che a quel punto non abbia tratto le logiche conseguenze, ossia che le avrebbe ridotte, come avevamo chiesto noi, «senza tante chiacchiere, senza se o ma», senza «meccanismi mirabolanti»” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando quanto detto ieri in Parlamento dalla presidente Meloni, ossia che non ha attivato il meccanismo delle accise mobili perché gli introiti derivanti dall’Iva non le consentono di costruire un impatto percepibile dai cittadini, quindi attiverà il meccanismo solo quando l’aumento diventerà strutturale e l’impatto sui cittadini diventa reale.
“Insomma, la Meloni ci ha detto ieri che interverrà quando oramai sarà già scattata la spirale inflazionistica, dopo che i buoi saranno scappati dalla stalla. Siamo gli unici in Italia ad aver detto di non prendere in giro gli italiani con l’accisa mobile, «temporeggiando o promettendo di studiare strani e complicati meccanismi, come quelli previsti dal decreto legge n. 5/2023 secondo il quale si può intervenire solo quando è troppo tardi». Quanto al fatto che l’impatto non sarebbe ancora reale, evidentemente la Meloni non va più a fare il pieno come qualche anno fa, altrimenti si sarebbe accorta che solo in questi ultimi 8 giorni quello di gasolio costa oltre 10 euro in più” prosegue Dona.
“Rispetto, infine, all’altra dichiarazione, ossia che aveva solo tre strade per allineare le accise, chissà perché ha dimenticato la quarta strada, quella che avevamo indicato noi, ossia allinearle ma a un livello più basso rispetto agli attuali 67,29 cent al litro, per evitare di incassare la bellezza di 552,4 milioni in più nel solo 2026, soldi che ora dovrebbe restituire ai cittadini, usandoli per abbassare le accise di 10 cent al litro per la benzina e di 20 cent per il gasolio” conclude Dona.

