BANCHE: controlli fallimentari di Bankitalia, non tutelati i risparmiatori

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Per il Capo di Vigilanza di Bankitalia sono loro ad aver scoperto la crisi delle banche venete, ma troppo tardi

Roma, 2 novembre 2017 – Il Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Dr. Carmelo Barbagallo, ha dichiarato oggi dinanzi alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario che è stata la Vigilanza della Banca d’Italia ad aver rilevato le criticità che connotavano Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

“La verità è che se, come sostiene il Dr Barbagallo, l’azione di vigilanza è stata intensa e costante e ci sono state, dal 2007 al 2017, ben 9 ispezioni presso Banca Popolare di Vicenza e 7 presso Veneto Banca, allora vuol dire che il sistema dei controlli è fallimentare, dato che i risparmiatori non sono stati tutelati” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“D’altronde, se gli amministratori hanno potuto ripetutamente occultare importanti informazioni alla vigilanza, come sostiene sempre Barbagallo, allora i controlli servono assai a poco oppure vengono fatti molto male” prosegue Dona.

“Inoltre, la colpa è di non aver esercitato, in particolare dal 2012 al 2014, abbastanza pressione per fare in modo che gli accantonamenti, a fronte dei crediti deteriorati, fossero adeguati alla crisi economica. Più nello specifico, l’incidenza dei crediti anomali e dei relativi fondi rettificativi rilevati da Banca d’Italia non era attendibile e credibile, considerato che, a seguito della successiva ispezione condotta dalla vigilanza europea, tanto l’incidenza dei crediti deteriorati quanto i relativi fondi rettificativi sono improvvisamente schizzati verso l’alto, determinando, ex abrupto, perdite miliardarie” conclude Dona.

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