Una gabella medioevale che nell’era dello streaming non ha più senso
Roma, 25 febbraio 2026 – “Preoccupazione condivisa! Si tratta di un abuso!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la dichiarazione di Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria, che ha espresso forte preoccupazione per il decreto sul compenso per copia privata.
“Il compenso per la copia privata è oramai una gabella medioevale. Avevamo depositato al ministero della Cultura le nostre osservazioni sullo schema del decreto, chiedendo non solo di non aumentare i compensi, ma di abrogarli del tutto, dato non siamo più negli anni ’80 quando si comperava un Lp (pagando comunque i diritti) e poi si faceva una copia su musicassetta per poi poterlo ascoltare in auto. Il ministro dovrebbe aggiornarsi ai tempi nostri: siamo nell’era dello streaming! ” prosegue Dona.
“È venuto meno il presupposto di questo balzello, che quindi diventa l’ennesimo privilegio di casta a danno dei consumatori sui quali sarà riversata questa ennesima tassa messa a danno di tutti e a vantaggio di pochi privati ” conclude Dona.

