ENERGIA: la fine del Mercato tutelato non sia a scapito dei diritti dei consumatori

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Secondo l’Unione Nazionale Consumatori le regole del mercato tutelato devono essere estese a quello libero. L’energia italiana è la più cara d’Europa

Roma, 22 giugno 2016 – Il presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, ha dichiarato oggi che, con la fine del mercato tutelato dell’elettricità e del gas, punta  ad almeno un’offerta standard per ciascun venditore, dato che ci sono clausole non facili da capire per il consumatore.
“Giusto, ma le tutele non vanno estese solo ad un’offerta per venditore. Occorre che, come nel mercato tutelato, anche in quello libero l’Authority fissi garanzie minime per il consumatore in modo che la concorrenza possa essere solo al rialzo e non al ribasso ed a scapito dei diritti dei consumatori che devono essere, invece, tutelati da condizioni capestro” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Le clausole definite inderogabili dall’Authority vanno estese a tutti i contratti del mercato libero. Inoltre devono essere considerate inderogabili sia quelle relative agli interessi di mora che alla scadenza delle bolletta, per non parlare di quelle per il pagamento a rate” prosegue Dona.
Per l’Autorithy, inoltre, i consumatori con consumi medio-bassi (fino a 2.500 kWh l’anno) hanno pagato prezzi dell’energia inferiori a quelli mediamente praticati nell’Unione europea.

“Peccato che i consumi medi siano di 2.700 kWh l’anno e non di 2.500. I dati Eurostat ci dicono, infatti, ben altro. L’Italia è tra il quarto paese più caro dell’Ue a 28 per la bolletta energetica a carico delle famiglie, sia per il gas che per la luce” conclude Dona.
Per il gas siamo battuti solo da Svezia, Portogallo e Spagna. Anche per la luce siamo quarti dopo Danimarca, Germania e Irlanda. Ben sopra la media Ue anche l’impatto fiscale sulle bollette. Nel periodo considerato da Eurostat pesa per il 39% la tassazione sui costi dell’elettricità in Italia, contro il 33% Ue ed il 38% dell’Eurozona, il quarto onere più alto, e per il 35% sul gas, contro il 23% Ue ed il 29% dell’Eurozona, il quinto più alto.

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