Per la scuola entrano nel paniere grembiule, album e gomma, ma mancano astucci, diari, squadre, compassi, pennarelli, pastelli e cartelle. Inadeguato il livello di pubblicazione degli indici
Roma, 4 febbraio 2026 – “Ingressi insufficienti!” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il nuovo paniere di beni e servizi che l’Istat utilizzerà per il calcolo dell’inflazione nel 2026, nel quale, per quanto riguarda la scuola, entrano il grembiule scolastico, album da disegno e gomma da cancellare.
“Per quanto riguarda la scuola il paniere è decisamente incompleto, dato che mancano all’appello astucci, diari, squadre, compassi, pennarelli e pastelli. Assurdo poi che entri lo zaino da campeggio e non le cartelle, i trolley o gli zainetti usati dagli studenti. Senza contare che da anni chiediamo all’Istat di introdurre un indice per il corredo scolastico nel suo insieme, così da dare un’idea di quanto gravano i rincari della scuola sulle famiglie” prosegue Dona.
“Del tutto inadeguato, poi, il livello di pubblicazione degli indici. Assurdo che si pubblichino le variazioni di prezzo solo di 392 segmenti di consumo, non consentendo a ministeri, Authority e istituzioni varie di rilevare prontamente rialzi anomali che spesso sono all’attenzione dell’opinione pubblica. Lo scorso anno, ad esempio, non erano noti rincari che spaziavano dai pannolini agli stabilimenti balneari, dalla pasta (mischiata con gli gnocchi) al caffè al bar. Inoltre, mentre nel paniere del 2025 si arrivava a 1923 prodotti elementari, ora ci si ferma a 531 aggregati di prodotto. Un preoccupante passo indietro” conclude Dona.

