Istat conferma il raddoppio dell’inflazione mensile, da +0,2% di dicembre a +0,4% di gennaio. Sparisce il pane fresco dalle comunicazioni dell’Istat.
Roma, 23 febbraio 2026 – “Una pessima notizia. L’Istat conferma che inflazione mensile raddoppia, passando da +0,2 di dicembre a +0,4%. I Prodotti alimentari e delle bevande analcoliche su base mensile prendono il volo, passando dal +01% di dicembre a +0,8% di gennaio, 8 volte tanto, un balzo stellare a dir poco allarmante, anche se inferiore rispetto al dato provvisorio comunicato il 4 febbraio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat definitivi sull’inflazione di gennaio secondo i quali quella annua è pari +1% (da +1,2% di dicembre), mentre quella congiunturale è pari a +0,4%.
“L’inflazione tendenziale all’1%, anche se in calo rispetto all’1,2 dicembre, è comunque desolante visto che per una coppia con due figli significa un aumento complessivo del costo della vita pari a 362 euro su base annua, mentre per i soli Prodotti alimentari e le bevande analcoliche la stangata è pari a 222 euro e per il carrello della spesa è di 238 euro. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 306 euro, ma 195 euro sono soltanto per cibo e bevande, 210 per il carrello. In media, per una famiglia mangiare e bere costa 153 euro in più, le spese del carrello salgono di 165 euro” prosegue Dona.
“È inaccettabile che il pane fresco sparisca dalle comunicazioni dell’Istat e finisca insieme al pane confezionato, ossia al pancarrè. Non è solo il cibo più importante della storia dell’uomo ma è stato usato anche come unità di misura del valore, il suo prezzo ha determinato rivoluzioni. E’ assurdo che l’Istat, per via delle nuova classificazione, non ci dica mensilmente se aumenta di prezzo oppure no. Chiediamo, quindi, che il livello di pubblicazione degli indici non si fermi ai 392 segmenti di consumo ma scenda fino ai 531 aggregati di prodotto, che comprenderebbero il pane fresco, dati che oggi sono invece disponibili solo per chi ne fa richiesta, temiamo a pagamento tramite il contact center. E’ un diritto di tutti sapere regolarmente se il prezzo del pane quotidiano è salito oppure no” denuncia Dona.

