Per l’Istat, la ricchezza delle famiglie nel 2024 è scesa del 5% rispetto al 2021 per colpa dell’inflazione
Roma, 28 gennaio 2025 – “Italiani sempre più poveri! I dati ufficiali di oggi confermano quanto andiamo denunciando da anni” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulla ricchezza secondo i quali alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane è scesa di oltre il 5% rispetto al 2021 per effetto della forte inflazione nel 2022.
“L’inflazione, non solo aumenta la povertà assoluta, che ha raggiunto il record storico, non solo, come diceva Einaudi, è la più iniqua delle tasse, perché colpisce soprattutto i ceti più bassi che, a differenza di quelli alti, spendono in consumi la maggior parte del loro reddito, ma fa male anche al ceto medio e a chi si può permettere attività finanziarie e investimenti in oro, titoli, azioni, fondi comuni e così via” conclude Dona.
Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane[1], misurata come somma delle attività non finanziarie e delle attività finanziarie al netto delle passività, è stata pari a 11.732 miliardi di euro con un valore pro capite pari a 199 mila euro. Rispetto al 2023, la ricchezza netta è aumentata del 2,8% a prezzi correnti, ma a prezzi costanti è ancora inferiore a quella del 2021 di oltre il 5% a causa della forte inflazione nel 2022.
[1] I dati delle famiglie si riferiscono alle “Famiglie” e alle “Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie” (cfr. Glossario).

