PREZZI: per il cibo cresciuti meno che in Germania?

Redazione UNC
22 Gennaio 2026
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Per Confcommercio in Italia i prezzi degli alimentari sono cresciuti meno che in Germania e Spagna, ma il confronto è ingannevole

Roma, 22 gennaio 2026 – “Un confronto ingannevole!” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati di Confcommercio secondo i quali in Italia, in sette anni, dal gennaio 2019 a dicembre 2025, per i prezzi degli alimentari c’è stata una crescita dei prezzi cumulata del 30,1%, in Francia +28,5%, in Germania +41,9% e in Spagna oltre il 40%. Il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella si domanda, quindi, se anche l’Antitrust tedesca abbia aperto un’indagine.

“Come già evidenziato dal focus dell’Istat del 12 novembre 2025, che è quello che ha generato l’indagine dell’Antitrust, il problema in Italia è il divario tra l’andamento dell’indice generale dei prezzi e quello dei beni alimentari, che da ottobre 2021 a ottobre 2025 è pari a quasi 8 punti. Inoltre, l’anomalia dell’andamento dei prezzi alimentari italiani dipende anche dal fatto che, pur trattandosi di una spesa obbligata, la domanda è in calo, come dimostrano i dati delle vendite alimentari in volume. Insomma, per la legge della domanda e dell’offerta, i prezzi, ceteris paribus, dovrebbero scendere, non certo salire. Conta, poi, il livello assoluto dei prezzi, che in Italia, che registra rincari dall’arrivo dell’euro ad oggi, oramai sono alle stelle” prosegue Dona.

“A differenza della Germania, infine, gli stipendi in Italia non vengono adeguati all’inflazione da decenni e il livello del reddito disponibile delle famiglie è inadeguato. Da noi il ceto medio è diventato povero” conclude Dona.

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