RISTORANTI: il caos sul limite di 4 persone al tavolo

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Unc chiarisce, al posto del Governo, le regole dei ristoranti, in attesa che i ministeri trovino una soluzione politica all’italiana.

Roma, 2 giugno 2021 – “Considerando il caos prodotto dal Governo sulla regola del numero massimo di 4 persone ai tavoli dei ristoranti, in cui, in assenza di un qualunque comunicato ufficiale, fonti presunte e misteriose del ministero della Salute smentiscono ieri, con incredibile ritardo, quanto apparso per 3 giorni sui giornali che davano per superata la regola, salvo poi essere smentito dopo poche ore da altre presunte e misteriosi fonti dell’ufficio legislativo del Ministero per gli Affari regionali, abbiamo deciso di fare noi chiarezza, vista l’incapacità di farlo da parte di chi ci amministra, per porre fine a quella che orami è diventata una comica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

La confusione nasce dal fatto che il legislatore continua a scrivere norme approssimative e imprecise. L’art 27 del Dpcm del 2 marzo 2021 stabilisce che “Il consumo  al  tavolo  e’  consentito  per  un massimo  di  quattro  persone  per  tavolo,  salvo  che  siano  tutti conviventi“, senza se e senza ma. L’articolo 27, però, è inserito nel Capo III del testo, relativo alle zone gialle (“Misure di contenimento del contagio che si applicano in Zona gialla“), mentre nel Capo II, relativo alle zone bianche, si specifica che nelle zone bianche “cessano di applicarsi le misure di cui al  Capo  III  relative  alla sospensione  o  al  divieto  di   esercizio   delle   attività  ivi disciplinate“. E qui nasce l’equivoco. Infatti, non è scritto che non si applica tutto il Capo III, ma solo le misure (senza specificare quali siano !?!) relative alla sospensione o al divieto dell’attività, nelle quali non rientra, però, la misura del numero di persone al tavolo, che è una precauzione di tipo sanitario. Infatti, sempre nel Capo II, relativo alle zone bianche, il testo sopra riportato prosegue, aggiungendo: “A tali attività (ossia a quelle disciplinate dal Capo III e non più vietate nelle zone bianche, ndr) si applicano comunque le  misure  anti contagio previste dal presente  decreto“, come appunto la regola del numero massimo di 4 persone.

“Al di là del fatto che si auspica che il prossimo decreto venga scritto in modo più chiaro e esaustivo e che i ministeri, siccome ora stanno litigando, potrebbero pure trovare nei prossimi giorni una interpretazione politica diversa da quella giuridica, all’italiana, pur di chiudere una vicenda oramai imbarazzante, tanto non è compito loro interpretare le norme ma della Cassazione, resta il fatto che fino a che non sarà emanato un nuovo decreto legge o un nuovo Dpcm, ai tavoli dei ristoranti è vietato stare in più di 4 persone non conviventi, anche nelle zone bianche. E’ bene, quindi, che il consumatore si regoli di conseguenza” conclude Dona.

Ricostruiamo tutta la vicenda. A seguito di un’erronea interpretazione delle “Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali” recepite poi da un’ordinanza del ministero della Salute, per 3 giorni quotidiani e telegiornali nazionali, troppo affrettatamente e senza le opportune verifiche, annunciano il superamento, nelle zone bianche, delle regola delle 4 persone al tavolo. Peccato che le linee guida delle Regioni o ai pareri del Cts non avrebbero comunque potuto in alcun modo derogare ai Dpcm e ai decreti in vigore. Poi, con incredibile ritardo, il 1° giugno arriva ai giornali e alle agenzie una presunta precisazione del ministero della Salute, presunta non essendo stata pubblicata sul sito del ministero della Salute e non risultando alcun comunicato ufficiale a riguardo, in base alla quale, richiamandosi al Dpcm dello scorso 2 marzo, si sostiene che nelle attività dei servizi di ristorazione il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Limite che resta sia nelle zone gialle che in quelle bianche.

Passano poche ore e in serata arriva una precisazione altrettanto misteriosa: “In queste ore, a quanto si apprende (da chi? mistero!), il ministro per gli Affari regionali Gelmini ha sentito il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per risolvere positivamente e superare l’interpretazione sul limite massimo di 4 persone ai tavoli nei ristoranti. Il limite massimo di 4 persone, salvo che si tratti di conviventi, si applica solo in zona gialla (art. 27 DPCM 2 marzo 2021). Per la zona bianca, questa l’interpretazione dell’ufficio legislativo del Ministero per gli Affari regionali, questa restrizione dovrebbe intendersi superata. Sono in corso approfondimenti” si legge in un’agenzia.

Ora attendiamo che i due ministeri si ritrovino e si mettano almeno d’accordo, possibilmente nel rispetto del Dpcm del 2 marzo, salvo decidano di modificarlo.

 

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