SCUOLA: aumenti dei prezzi fino a 20 volte l’inflazione

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L’Unione Nazionale Consumatori ha analizzato gli aumenti dei prezzi scolastici dal 2011 al 2015, rilevando degli importanti aumenti. Per risparmiare meglio fare acquisti prima di Ferragosto.

Roma, 4 agosto 2016 – L’Unione Nazionale Consumatori ha analizzato gli aumenti dei prezzi scolastici dal 2011 al 2015. A fronte di un inflazione media pari al 4,6%, le mense scolastiche hanno registrato un incremento delle rette pari al 6,2%, l’istruzione universitaria dell’8%, i libri scolastici dell’8,9%, ossia quasi il doppio rispetto all’inflazione media, l’istruzione secondaria del 9%, quella dell’infanzia l’11,1%. Il record di aumento per l’istruzione primaria, con un rialzo dei prezzi pari all’11,4%, ossia quasi due volte e mezza la variazione dell’indice generale.

Nel 2015, poi, a fronte di un’inflazione media quasi nulla, +0,1%, l’istruzione universitaria ha registrato un rincaro del 2%, 20 volte maggiore, la scuola dell’infanzia, l’istruzione primaria e secondaria dell’1,9%, i libri dell’1,7%. Rialzi che, per quanto contenuti, variano da 6 volte (le mense scolastiche) a 20 volte l’inflazione generale.

“Insomma le spese scolastiche sono obbligate per le famiglie. Ecco perché c’è chi se ne approfitta, alzando i prezzi nonostante la crisi” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’associazione ha poi analizzato le variazioni mensili dei prezzi dal 2011 al 2015 registrati dall’Istat relativamente alla scuola. Ebbene i prezzi restano sempre stabili nei mesi estivi fino ad agosto, per poi spiccare il volo a settembre, quando si registrano le maggiori variazioni congiunturali. Ad aumentare a settembre non è solo il corredo, ma anche i libri.

In un solo mese, da agosto a settembre, i prezzi dei libri scolastici, dal 2011 al 2015 hanno registrato incrementi che sono variati dall’1,4% (2015) al 2,6% (2013).

“Anche se è periodo di vacanze, il consiglio che possiamo dare alle famiglie, se vogliono risparmiare sui costi della scuola, è di giocare d’anticipo, andando ora a fare shopping. Possibilmente prima del rientro dalle vacanze. Ancora meglio, prima di Ferragosto” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’associazione ricorda, infatti, che le rilevazioni Istat relative alla scuola vengono effettuate nei primi 15 giorni lavorativi del mese, ossia prima di Ferragosto. Da qui la variazione congiunturale nulla registrata nel mese di agosto. Già a fine mese, però, i prezzi iniziano a lievitare.

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