ANTITRUST: Tar riduce sanzioni ai comparatori turistici online

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Decisione inspiegabile! Il Tar del lazio rigira la frittata: il sovrapprezzo diventa sconto.

Roma, 2 maggio 2019 – Il Tar del Lazio ha deciso di ridurre le sanzioni comminate dall’Antitrust a cinque portali che operano come agenzie e comparatori turistici online attraverso alcuni siti internet.

“Decisione inspiegabile! In pratica il Tar rigira la frittata, così il supplemento di prezzo per chi utilizza la propria carta di credito, diventa uno sconto per chi sceglie di usare la carta specifica indicata dal professionista” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non si capisce perché, invece di guardare il bicchiere mezzo vuoto per il consumatore, hanno deciso di guardare il bicchiere mezzo pieno, a vantaggio dei sanzionati. Tanto più visto che, in questo caso, il bicchiere era quasi del tutto vuoto” prosegue Dona.

Le sanzioni ridotte per cinque portali che operano come agenzie e comparatori turistici online attraverso i siti www.it.lastminute.com, www.volagratis.com, www.opodo.it, www.govolo.it, www.edreams.it e www.gotogate.it.

L’Antitrust aveva riscontrato la presenza di informazioni non sufficientemente trasparenti e d’immediata comprensione per il consumatore. Ma le contestazioni riguardavano anche l’applicazione di un supplemento di prezzo in relazione alla tipologia di carta di pagamento utilizzata per l’acquisto di voli. Ebbene, quest’ultima contestazione è stata ritenuta illegittima dal Tar, che di conseguenza ha scorporato la parte di sanzione relativa, riducendo l’importo complessivo della multa.

Per il Tar, infatti, sebbene l’Antitrust abbia formalmente contestato al professionista di imporre un prezzo più alto al consumatore nel caso in cui scelga di pagare con una carta diversa da quella visualizzata di default, corrispondente allo strumento di pagamento più economico, in realtà non offre elementi a supporto di tale tesi, rimasta indimostrata. Infatti, vale anche la tesi dei ricorrenti, ossia che le variazioni in aumento del prezzo non sarebbero tali ma, al contrario, sarebbe il prezzo più basso a rappresentare uno sconto applicato in caso di utilizzo di una determinata carta di credito.

“Peccato, che le carte di pagamento che davano diritto al prezzo più basso erano anche quelle meno diffuse” conclude Dona.

 

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