TLC: esposto Unc ad Agcom e Agcm su modem libero_AGGIORNAMENTO

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori ha presentato un esposto all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni contro le principali compagnie telefoniche perché sia data piena attuazione al diritto degli utenti di poter scegliere liberamente i terminali di accesso ad internet da postazione fissa.

Roma, 23 marzo 2020 – “L’utente non è obbligato ad avere il modem dalla sua compagnia telefonica, ma questa possibilità non appare in modo così evidente e chiara sui siti di Tim, Vodafone e Windtre. Da qui l’esposto in cui chiediamo alle Authority se siano rispettati il Codice del Consumo e la delibera dell’Agcom n. 348/18/cons che dal 2 agosto 2018 fissa il sacrosanto principio della libertà di scelta delle apparecchiature terminali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Le compagnie inventano trucchetti vari per nascondere il diritto del consumatore di attivare i servizi senza bisogno di acquistare ed utilizzare il loro modem: dal fatto che questa eventualità non è nella pagina iniziale ma è nascosta, magari nel dettaglio costi o nelle domande frequenti, alle classiche scritte con caratteri minuscoli, fino al fatto che l’utente, se non opta per il loro modem, deve essere richiamato dall’operatore ed il contratto non può essere subito attivato online” aggiunge Dona.

“La libertà di modem deve essere effettiva e va comunicata al consumatore in modo chiaro, così da sottoscrivere i contratti consapevolmente. Purtroppo non sempre gli operatori mantengono questa trasparenza: oltre quindi a continuare la nostra azione di denuncia alle Autorità, ricordiamo ai consumatori che ne avessero bisogno che i nostri sportelli di assistenza sono sempre attivi sul sito www.consumatori.it”, conclude Dona.

AGGIORNAMENTO: il 22 maggio 2020, l’Unione Nazionale Consumatori, visto il numero segnalazioni che continua a ricevere sul mancato rispetto degli operatori della Delibera Agcom, ha presentato un’integrazione alla denuncia portando all’attenzione dell’Autorità il rifiuto da parte di Wind Tre di stipulare un contratto di abbonamento senza l’acquisto del modem.

 

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