TRASPORTI: Ryanair si prende 2 giorni in più per il rimborso

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Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ryanair sul sito informa di rimborsare i viaggiatori entro 7 gg lavorativi, ossia dopo 9 gg, ma la legge ne prevede 7

Roma, 20 settembre 2017 – L’Unione Nazionale Consumatori ha segnalato all’Enac che Ryanair sul suo sito ha scritto che “I rimborsi saranno accreditati entro 7 giorni lavorativi sulla carta utilizzata per la prenotazione originale”, quando l’art. 8 del Regolamento (CE) n. 261/2004 indica invece 7 giorni, non 7 giorni lavorativi.

L’Enac ha prontamente risposto “di avere verificato che c’è una discrepanza nel sito web di Ryanair tra l’informativa dei voli cancellati, nella quale si fa riferimento a 7 giorni lavorativi e il richiamo al Reg. 261/2004 nel quale invece è scritto solo 7 giorni” e che “nell’ambito del monitoraggio che l’Enac sta effettuando sulle criticità, anche questa discrepanza verrà segnalata al vettore“.

“E’ gravissimo che la compagnia stia provando a regalarsi 2 giorni in più a spese del consumatore, posticipando il rimborso che spetta al viaggiatore da 7 a 9 giorni. Ovviamente, a fronte di una potenziale platea di 400 mila rimborsi, capiamo che tenersi per 2 giorni in più sul proprio conto corrente i soldini possa significare un bel gruzzoletto, ma sarebbe decisamente più serio se, visto il caos creato, cercassero almeno di rispettare i diritti dei consumatori che stanno avendo disagi a sufficienza. Quella scritta, quindi, va immediatamente rimossa!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ora che Enac ha convocato la compagnia, anche il ministro Delrio deve fare la sua parte, convocandoli. Abbiamo il diritto di sapere, infatti, come mai il nostro Paese è il più danneggiato rispetto a tutti gli altri con la bellezza di 702 voli cancellati” prosegue Dona.

“Ci domandiamo se non dipenda anche dal fatto che in Italia si fanno tante chiacchiere, ma pochi fatti. Non bastano, insomma, le dichiarazioni del ministro Delrio. Il ministero deve agire e compiere atti formali” conclude Dona. 

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