Le case italiane consumano troppa energia per il riscaldamento

Le case italiane consumano troppa energia per il riscaldamento

Le case italiane consumano troppa energia per il riscaldamento, poiché molte sono state costruite senza tenere in considerazione l’efficienza energetica. In media si consuma tra i 140 ed i 170 kwh/m2/anno. Per meglio comprendere questo dato, basti pensare che esistono oggi tecnologie costruttive ed impiantistiche che consentono di abbassare i consumi per il riscaldamento anche del 30-40%, mantenendo le medesime condizioni di comfort. Anche nelle case esistenti si possono ridurre gli attuali consumi, utilizzando le tecnologie ed i nuovi materiali disponibili, insieme ad un’attenta gestione dell’impianto di riscaldamento.

In generale, possiamo dire che se battere i denti non fa bene, anche l’eccessivo caldo crea problemi alla salute: un giusto compromesso tra salute, portafoglio e ambiente è quello di tenere durante il giorno la temperatura tra i 19 e i 20 gradi.  Un solo grado in più fa aumentare i consumi tra il 5 e l’8%. Se il riscaldamento è autonomo, di notte la caldaia va spenta e programmata per la riaccensione un paio d’ore prima della sveglia mattutina.

I consigli su come risparmiare sul riscaldamento

Ecco di seguito qualche utile consiglio per verificare se il proprio impianto di riscaldamento è efficiente, oppure se ha bisogno di interventi per migliorarlo e risparmiare energia.

  1. La nostra abitazione è bene isolata?

Un edificio male isolato fa aumentare le spese per il riscaldamento e per il condizionamento estivo, perché disperde il calore attraverso le finestre, le pareti, i solai ed il tetto.

  1. Le finestre e le porte vetrate forniscono luce ed aria alle stanze e favoriscono gli apporti temici gratuiti del sole nella casa. 

Tuttavia, se non hanno ancora i doppi vetri possono disperdere il calore della casa, anche se l’edificio è sufficientemente isolato nelle sue parti murarie. L’intervento più risolutivo consiste nella sostituzione dei serramenti con altri predisposti di doppi vetri: l’intercapedine tra i due strati di vetro (vetrocamera) serve a ridurre il passaggio di calore.

  1. L’efficienza della caldaia

L’efficienza della caldaia è fondamentale per risparmiare sul riscaldamento e per ridurre le emissioni inquinanti. Le caldaie a condensazione sono più efficienti di quelle tradizionali, perché recuperano il calore disperso nel camino e lo riutilizzano nel riscaldamento. Il loro costo è superiore del 30-40 per cento ai modelli tradizionali, ma la spesa viene ammortizzata nel giro di pochissimo tempo in quando rendono almeno il 20-30% in più.

Vedi anche: Caldaia: come sceglierla

  1. Le valvole termostatiche

Queste valvole, installate sui caloriferi rendono indipendente il funzionamento dei vari termosifoni all’interno dell’abitazione, poiché regolano automaticamente l’afflusso di acqua calda in ciascun termosifone, sulla base della temperatura scelta ed impostata nella manopola graduata. La valvola si chiude mano a mano che la temperatura della stanza si avvicina a quella desiderata, dirottando l’acqua calda verso gli altri radiatori ancora aperti. Impostando temperature differenziate nelle varie stanze, si ottiene una corretta gestione del comfort secondo le diverse necessità degli abitanti della casa.

 

Le detrazioni fiscali

Attualmente è assai conveniente realizzare interventi di riqualificazione energetica degli edifici, poiché una parte consistente (che può variare dal 50 al 90% a seconda degli interventi) dei costi sostenuti può essere detratto dall’IRPEF. Ricordiamo infine che è comunque consigliabile far effettuare da un professionista indipendente una Analisi Energetica Dettagliata dell’edificio, prima di decidere gli interventi da fare e di affidare l’incarico all’impresa che dovrà eseguire i lavori.

Ecco a questo link il sito dedicato di ENEA alle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica:  https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali.html

Per maggiori informazioni è possibile contattare i nostri esperti attraverso il nostro sportello di assistenza ai consumatori.

Autore: Marco Vignola
Data: 2 gennaio 2019
Aggiornamento: 15 aprile 2020

 

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esterino gerotto

tabelle UNI 10200
nel condominio dove abito ci sono impianti di riscaldamento differenti (15 con radiatori,3 con riscaldamento a pavimento), una unica centrale termica.
per il calcolo delle perdite e dispersioni in una unica misura ?
a mio parere no. dalla centrale parte h2o a 65°c. ma io non posso tenere questa temperatura al mio impianto( Max. 40°c.) i 25°c tornano alla centrale ma io pago le perdite per 65°c.cosa mi suggerite ? grazie

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ted

La caldaia di un piccolo condominio di tre piani/sei abitazioni, situato in zona F (fredda), viene spenta di notte (dalle 22.00 alle 6.00).
Domando: ma con una temperatura che varia di notte da 0° a -10° tutto lo stabile assorbe uno choc da gelo non indifferente; la struttura diventa un… frigorifero molto rapidamente. Dopo un tale freddo la necessità di portare l’acqua per il riscaldamento alle 6 del mattino ad almeno 60° richiede un consumo molto alto di combustibile (gas). NON sarebbe meglio tenere la caldaia accesa di notte in modo tale da non rafffreddare eccessivamente l’acqua nell’impianto? Da tenere poi conto che l’esposizione dello stabile a nord aumenta la presenza del freddo e che di giorno la casa finisce con l’essere mai abbastanza riscaldata. Infatti, spegnendo alle 22.00, siamo punto daccapo a riempirci di gelo notturno. Tra l’altro mi risulta che sia sufficiente la richiesta di un solo inquilino – ribadisco che sto parlando di Zona F – a che la caldaia resti accesa per tutte le 24 h. Per quel che riguarda l’isolamento di muri, infissi e quant’altro, si passa ad altro discorso, lì bisogna fare i conti con l’AVARIZIA dell’unico padone degli appartamenti.

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