Cosa fare se non ti fanno pagare col Pos?

Massimiliano Dona
13 Settembre 2022
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Cosa fare se il commerciante non accetta il Pos? Ne abbiamo parlato tante volte soprattutto negli ultimi mesi dopo che finalmente sono entrate in vigore le sanzioni per i commercianti che non accettano pagamenti con carta di credito e bancomat, ma purtroppo non mancano i commercianti (ma anche artigiani e liberi professionisti) che cercano in tutti i modi di sottrarsi ai pagamenti elettronici. Ogni giorno i “superconsumatori” che mi seguono su Instagram mi raccontano le scuse sempre più fantasiose dei commercianti per non accettare il pagamento con carta:  “il Pos è guasto, non c’è linea, non si accettano i pagamenti sotto i 5 euro e così via!”

Obbligo di pos e sanzioni, cosa dice la legge

E’ utile ricordare cosa dice la legge: “i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso (carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito); tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica”.

In queste poche righe troviamo alcune risposte alle domande più frequenti: partendo da qui, è il caso di ribadire che (a parte l’impossibilità tecnica, che dovrà essere comunque “oggettiva” e quindi dimostrabile dall’esercente), l’obbligo di mettere a disposizione il pagamento con carta non tollera alcuna eccezione. Quindi alla domanda se l’obbligo di accettare il Pos valga anche per le sigarette, per i valori bollati, per il gratta e vinci, per la ricarica telefonica, per l’acquisto di un giornale, per pagare il taxi o anche solo un caffè, la risposta è molto semplice: non ci sono eccezioni!

Anzi, con l’entrata in vigore delle sanzioni chi rifiuta il pagamento con moneta elettronica rischia una multa di 30 euro più il 4% della transazione rifiutata. Non solo: ricordiamo che sono illegali eventuali limiti di spesa ad esempio quando il negoziante scrive: “acquisto minimo 15 euro”. E pure ogni maggiorazione di pagamento per l’uso di determinati strumenti di pagamento, ad esempio: “50cent per pagamenti con carta.” 

Se il pagamento è micro

Il più delle volte, dobbiamo dirlo, il rifiuto del pagamento con carta di credito e bancomat riguarda le micro-transazioni cioè acquisti di piccolo importo e questo perché l’esercente non ha nessuna intenzione di pagare le commissioni bancarie se il suo margine di guadagno è già basso.

Anche in questo caso si tratta di una violazione dei diritti dei consumatori, ma se non avete voglia di mettervi a discutere (minacciando di chiamare la Guardia di Finanza) una soluzione ci sarebbe: ricorrere a quegli strumenti di pagamento che non hanno costi di gestione (né per chi paga, né per chi vende). Ci sono app che servono principalmente a questo, non hanno bisogno di collegarsi ad un conto corrente e permettono di acquistare nei negozi, effettuare ricariche telefoniche e scambiare denaro con gli amici. E’ un argomento di cui mi sono occupato spesso anche sui miei canali social, anzi per saperne di più date un’occhiata alle mie storie su Internet. 

Autore: Massimiliano Dona
Data: 13 settembre 2022

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