Pagare una bolletta non dovuta è una delle esperienze più frustranti per i consumatori, perché molto spesso ci accorgiamo dell’errore solo dopo aver pagato. A quel punto nasce una delle domande che arriva più spesso ai nostri sportelli: posso riavere indietro i miei soldi?
La risposta è sì. In molti casi il rimborso è un nostro diritto, ma dobbiamo richiederlo nel modo corretto.
Se pensi di aver pagato importi non dovuti per luce, gas o acqua, scrivi allo Sportello Energia di UNC, ti aiuteremo a verificare la bolletta e ad avviare la richiesta di rimborso.
Quando una bolletta è “non dovuta”?
Una bolletta può contenere importi non dovuti per molte ragioni: i casi più frequenti riguardano errori di fatturazione per conguagli sbagliati o consumi stimati, ma anche problemi legati ai contatori o a operazioni contrattuali mal gestite, come volture o subentri.
In tutte queste situazioni il pagamento non è dovuto, o lo è solo in parte.
I consumi sono prescritti dopo 2 anni
Un caso molto frequente riguarda il pagamento di consumi prescritti, cioè più vecchi di due anni.
Se abbiamo pagato una bolletta che includeva consumi ormai prescritti, possiamo chiedere il rimborso di quelle somme, anche se il pagamento è già avvenuto. È una tutela fondamentale che molti consumatori non conoscono.
Luce e gas: chi paga tra venditore e distributore?
Nel settore dell’energia elettrica e del gas esistono due soggetti distinti:
- Il venditore è l’azienda con cui abbiamo il contratto e che emette la bolletta.
- Il distributore è responsabile del contatore, quindi delle letture.
Un errore può nascere da una lettura sbagliata del distributore oppure da una fatturazione errata del venditore, ma per il consumatore questo non cambia nulla: il responsabile resta il venditore, che è obbligato a correggere la bolletta e a rimborsare gli importi non dovuti.
Acqua, paga il gestore
Nel servizio idrico la situazione è diversa. Non c’è distinzione tra venditore e distributore: esiste un gestore unico, che si occupa sia della rete sia della fatturazione. Questo significa che, in caso di errore, il responsabile è uno solo.
Se la bolletta dell’acqua contiene importi non dovuti, il gestore deve correggere la fattura e procedere al rimborso, secondo quanto stabilito dalla regolazione di settore.
Come chiedere il rimborso?
Molti consumatori ci scrivono perché temono che una volta pagata la bolletta non si possa più fare niente.
In realtà recuperare i nostri soldi è possibile. Il rimborso può avvenire con accredito nelle bollette successive o con la restituzione diretta (ad esempio tramite bonifico), se il contratto è cessato.
La prima cosa da fare è inviare un reclamo scritto al venditore, o al gestore nel caso dell’acqua, spiegando perché l’importo pagato non era dovuto e chiedendo formalmente il rimborso.
Il tempo è un fattore importante: prima contestiamo l’errore, più è semplice recuperare le somme. Aspettare troppo può complicare la ricostruzione dei fatti o allungare i tempi del rimborso.
Nel reclamo è importante indicare:
- Numero della bolletta contestata
- Importo pagato
- Motivo dell’errore (letture sbagliate, prescrizione, doppio addebito, ecc.)
Il venditore, o il gestore, è tenuto a rispondere entro tempi precisi. Se la risposta non arriva o non è soddisfacente, possiamo passare allo step successivo: la conciliazione.
Scrivi a UNC
Spesso le richieste di rimborso vengono respinte o ignorate, oppure il consumatore riceve risposte poco chiare.
Scrivi agli Sportelli di UNC, ti aiuteremo a verificare se il rimborso è effettivamente dovuto e inviare un reclamo.
Se non hai ricevuto risposta, o la risposta non ti soddisfa, avvieremo per te la conciliazione con il venditore o il gestore, per ottenere la restituzione delle somme pagate per errore.




