Gioco d’azzardo: difendersi si può

Redazione UNC
26 Gennaio 2015
Condividi su:
Nonostante la crisi, sono sempre più numerosi gli italiani che cedono alle lusinghe del gioco d’azzardo, con gravi conseguenze per il portafoglio e per la salute. Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori e la psicoterapeutoa Paola Vinciguerra (Presidente di Eurodap) nel loro ultimo libro “Gioco d’azzardo: difendersi si può”, che sarà presentato il 29 gennaio a Roma alle ore 18,30 a villa Mercadante, ricostruiscono il panorama del gambling in Italia, raccontando le origini del gioco e le storie di chi, purtroppo, è caduto nella trappola del gioco compulsivo. Da una parte, infatti, il grandissimo aumento dell’offerta di possibilità legali di scommettere (lotto e super enalotto, gratta e vinci, Win for life, centri scommesse) non fa altro che alimentare sempre di più le speranze illusorie di molti; dall’altra nell’era digitale il giocatore d’azzardo è ancora più facilitato: chiunque disponga di un computer, di un collegamento internet e di una carta di credito può essere un giocatore compulsivo in un casinò virtuale. E’ bene chiarire che il giocatore patologico non riesce a fare a meno di giocare; più perde, più alza le puntate, arriva spesso ad indebitarsi ed a mettere a rischio il suo sostentamento e quello della sua famiglia. Inoltre, dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la tendenza è di rincorrere altre vincite, aumentando la frequenza di gioco e le puntate. Quando inizia a perdere il gioco comincia ad essere visto come l’unica possibilità di recupero. E’ così, purtroppo, che inizia la dipendenza. Al fine di evitare di entrare in un vero e proprio comportamento compulsivo possono essere utili alcuni consigli:
  1. decidere un budget da non superare mai;
  2. tenere sotto controllo l’assiduità con cui si gioca;
  3. cercare di capire se l’astinenza dal gioco crea nervosismo, ansia o agitazione;
  4. cercare di passare meno tempo possibile a giocare;
  5. evitare di frequentare compagnie in cui normalmente si gioca d’azzardo;
  6. evitare di frequentare posti in cui l’accesso al gioco è più semplice.
Bisogna, inoltre, tenere presente che in certe occasioni può essere d’aiuto rivolgersi ad un professionista. Di questo e molto altro si parlerà il prossimo 29 gennaio durante la presentazione del libro. Scarica l’invito.

Autore: Eleonora Iacobelli Data: 21 gennaio 2015
Condividi su: