Aumenti illegittimi di Netflix, rimborso fino a 500 euro 

Marcella Mastrobuono
7 Aprile 2026
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Netflix Italia ha aumentato i prezzi degli abbonamenti in modo illegittimo per quattro volte, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e a novembre 2024 e ora i clienti che li hanno subiti devono essere rimborsati

Un cliente premium che ha pagato ininterrottamente Netflix dal 2017 potrebbe avere diritto alla restituzione di circa 500 euro, mentre un cliente standard a circa 250 euro. 

La sentenza 

Lo ha stabilito il Tribunale di Roma con la sentenza 4993/2026, pubblicata il 1° aprile scorso, che ha dichiarato nulle le clausole che consentivano alla piattaforma di streaming la modifica del prezzo degli abbonamenti.  

Tutti quelli che si sono abbonati tra il 2017 e il gennaio del 2024 hanno diritto alla restituzione degli aumenti, anche se nel frattempo hanno disdetto l’abbonamento. La sentenza non tocca, invece, chi ha sottoscritto un nuovo abbonamento nel 2024, perché da quel momento Netflix ha modificato il testo contrattuale, inserendo la clausola richiesta. 

Perché gli aumenti sono nulli 

Le piattaforme hanno il diritto di modificare i contratti, ed eventualmente aumentare i prezzi. Si chiama modifica unilaterale ed è perfettamente legittima, ma solo se fornisce un valido motivo nelle condizioni generali. Il contratto deve muoversi sempre nel perimetro del Codice del Consumo.  

Non basta avvisare il cliente con 30 giorni di anticipo e concedergli il diritto di recesso: il consumatore deve conoscere fin dalla sottoscrizione i motivi che potrebbero giustificare una successiva revisione delle condizioni. 

Nel contratto di Netflix Italia (precedente alla modifica del 2024) la clausola imposta dal Codice per giustificare il motivo dell’aumento non c’era. Netflix, quindi, ha aumentato illegittimamente l’abbonamento per ben quattro volte. 

Cosa succede adesso? 

Il Tribunale di Roma ha stabilito che Netflix deve informare i clienti coinvolti, compresi quelli che hanno nel frattempo disdetto l’abbonamento e deve restituire gli importi addebitati in modo illegittimo a chi lo richiede. La sentenza di primo grado è immediatamente esecutiva, quindi Netflix è obbligata a rimborsare a meno che un giudice di Appello non la sospenda. 

Netflix ha, ovviamente, già annunciato il ricorso e probabilmente la sentenza sarà sospesa. La società, infatti, sta rispondendo a chi contatta il servizio clienti che al momento non effettuerà rimborsi. 

Cosa fare per chiedere il rimborso? 

I rimborsi non sono automatici, serve necessariamente la richiesta del cliente. Anche se Netflix sta prendendo tempo per valutare il da farsi, consigliamo di scrivere una mail di messa in mora (ancora meglio una pec o una raccomandata con ricevuta di ritorno) al servizio clienti. Ci servirà come prova di avere fatto richiesta di rimborso, anche se, probabilmente, non riceveremo risposta dall’azienda fino a nuovi sviluppi. 

Non serve un modulo o complicate formule legali, come consiglia Massimiliano Dona

Per richiedere il rimborso, scriviamo al servizio clienti con un testo come questo

“Alla luce della recente sentenza del Tribunale di Roma, stante l’illegittimità delle clausole che consentivano la modifica del prezzo degli abbonamenti senza indicare un giustificato motivo, chiedo la restituzione degli importi versati in forza degli aumenti dichiarati illegittimi. Con avvertimento che non provvedendo nel termine di 15 giorni dalla ricezione di questa comunicazione (che vale come formale atto di costituzione in mora) mi riservo ogni ulteriore azione anche con il supporto di consumatori.it” 

Aggiungiamo nome, cognome e numero di abbonamento, data e firma. 

Ecco gli indirizzi utili

  • Per la raccomandata alla sede legale: Via Boncompagni 8-10, Roma 
  • Per la Pec: [email protected] 

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