Skincare per bambini, istruttoria dell’Antitrust contro le aziende beauty 

Marcella Mastrobuono
31 Marzo 2026
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Potrebbe sembrare un gioco, bambine che si truccano e usano le creme di bellezza della mamma, ma la nuova ossessione per la skincare delle giovanissime è diventata così preoccupante da spingere l’Antitrust ad avviare procedimenti contro 3 grandi aziende beauty. 

Cosa ha fatto l’Antitrust 

“Uso precoce di cosmetici per adulti da parte di bambini e adolescenti (anche di età inferiore a 10/12 anni)” e “acquisti compulsivi di maschere viso, sieri e creme anti-age”.

È stato questo a spingere l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad aprire due procedimenti istruttori nei confronti di Sephora Italia S.r.l., Benefit Cosmetics LLC e LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l. per pratiche commerciali scorrette legate alla promozione e alla vendita di cosmetici per adulti a bambini e adolescenti.  

Le aziende, inoltre, avrebbero usato una strategia di marketing “particolarmente insidiosa” sui social, fatta di giovanissime micro-influencer per spingere all’acquisto di maschere, sieri e creme anti-age. 

“Si faccia chiarezza. Se l’istruttoria confermasse la tesi dell’Antitrust ci troveremmo di fronte a una pratica che viola i diritti fondamentali dei consumatori: la protezione dei minori, la tutela della salute, la sicurezza e la qualità del prodotto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, 

Cosa è successo 

Le tre aziende avrebbero omesso informazioni importanti sia nei punti vendita fisici che online, come le avvertenze sull’uso e le precauzioni per i minori. Le società avrebbero reso ingannevoli, o addirittura nascosto, informazioni essenziali per i consumatori, cioè l’avvertenza che certi cosmetici non fossero destinati né testati sui minori.  

L’uso di prodotti pensati per la pelle adulta può provocare irritazioni, reazioni allergiche e dermatiti, ma i rischi non sono solo fisici: questa attenzione precoce alla cura della pelle, l’ossessione per l’apparenza perfetta, influisce sull’autostima delle bambine, aprendo la strada a disturbi alimentari e ad un rapporto non sano con il proprio corpo. 

Il ruolo dei social 

Non solo le pratiche commerciali scorrette, ma anche le strategie di comunicazione sui social delle tre aziende, sono finite nel mirino dell’Autorità. 

Le strategie di marketing di creme e cosmetici si basavano sull’uso di giovani micro-influencer che, soprattutto su TikTok, fanno milioni di visualizzazioni con video in cui si truccano o spiegano le loro routine di skincare. I destinatari erano, naturalmente, i giovanissimi che le seguono, soprattutto bambine. 

Una strategia di comunicazione definita “particolarmente insidiosa” che, secondo l’Autorità, avrebbe sfruttato la vulnerabilità psicologica del pubblico. 

Cosmeticoressia, che cos’è? 

Un termine creato negli ultimi anni proprio per descrivere l’ossessione per la cura della pelle da parte di minori, la “cosmeticoressia”. 

Il fenomeno desta la preoccupazione degli specialisti per gli effetti dannosi sulla salute mentale dei minori. L’uso precoce di maschere viso, trucchi, sieri e creme anti-age spinge le bambine a sviluppare un rapporto maniacale verso il proprio aspetto. 

“Favorire acquisti compulsivi e assecondare l’ossessione per la cura della pelle da parte dei minori, soggetti particolarmente vulnerabili e per questo ancor più bisognosi di attenzione e cautela, sarebbe un atto cinico e irresponsabile” ha commentato il presidente UNC Massimiliano Dona “Ancor peggio se per farlo si coinvolgono giovanissime micro-influencer”.

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