“Prezzi dinamici” sui treni: cosa cambia per chi viaggia sull’Alta Velocità 

Redazione UNC
13 Gennaio 2026
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Avete presente quando volete comprare quel biglietto che avevate visto e lo ritrovate improvvisamente più caro dopo un giorno o anche solo dopo qualche ora?  

Si chiama dynamic pricing e dal 1° gennaio 2026 è stato adottato anche per le Frecce di Trenitalia. Esattamente come succede per voli aerei ed alberghi. 

Cos’è il dynamic pricing? 

Il dynamic pricing è un sistema in cui il prezzo viene rimodulato in base a quante persone stanno cercando e acquistando quella tratta, in quel giorno e in quell’orario. Più alta è la domanda, più sale il prezzo.  

Dopo una fase di prova durata circa un mese, la tariffazione è entrata a regime anche per Trenitalia: l’Alta Velocità assomiglia sempre di più al mondo dei voli, dove le cifre cambiano in fretta e prenotare in anticipo fa la differenza.  

Il principio è semplice: chi prima arriva, meno spende.  L’obiettivo dichiarato da Trenitalia è spingere parte dei passeggeri in giorni e orari meno richiesti.

Il prezzo lo fa l’algoritmo  

A determinare le oscillazioni di prezzo è un software che incrocia vari fattori: biglietti venduti, quantità di ricerche per quello specifico treno, periodo dell’anno, giorno della settimana, fascia oraria e confronto con la concorrenza.

Trenitalia sostiene che l’algoritmo propone, ma la direzione marketing controlla e decide come applicare le indicazioni. L’algoritmo fa il prezzo, ma con una supervisione “umana”

Cosa cambia per i viaggiatori? 

Per chi viaggia il cambiamento è intuitivo: chi ha la possibilità di programmare, può spendere meno, chi deve partire in orari e giorni di punta, rischia di pagare di più.  

Avvicinandosi alla partenza, soprattutto nei giorni e nelle fasce orarie più richieste, il prezzo sale. Al contrario, potrebbero risultare più convenienti partenze, ad esempio, a metà settimana o in orari meno appetibili.  

Spariscono così le quote prestabilite di biglietti scontati, legate alle classiche tariffe commerciali (come Economy e Super Economy), e l’offerta si adatta alla domanda: se un treno si riempie in fretta, le tariffe più basse finiscono prima, se invece resta vuoto gli sconti possono diventare più aggressivi per attirare passeggeri e spostare parte della domanda su fasce meno battute, distribuendo meglio i passeggeri lungo la settimana. 

La preoccupazione 

Il tema dei picchi è da tenere in considerazione. Cosa succede in alta stagione o durante le festività, quando molti fuorisede si spostano? La preoccupazione sono i rincari, come quelli già sperimentati per il trasporto aereo e per i traghetti. 

Dato che più la domanda è alta più il prezzo è elevato, il pericolo è che gli ultimi biglietti siano come messi all’asta al maggiore offerente. Il gruppo Ferrovie dello Stato, per scongiurare questo rischio ed evitare impennate incontrollate dei prezzi nei periodi di picchi della domanda (e anche per evitare un intervento dell’Antitrust per abuso di posizione dominante) ha assicurato che esistono dei tetti massimi.

Non tutti i treni sono coinvolti 

Il nuovo modello riguarda solo le Frecce di Trenitalia, cioè i treni dell’Alta Velocità. Restano fuori Intercity e Regionali, che seguono regole diverse perché essendo sostenuti da contributi pubblici, devono garantire tariffe più stabili, soprattutto per tutelare pendolari e utenti abituali. E attenzione: il cambiamento non riguarda altri operatori, come Italo. 

Come risparmiare  

  • Compra in anticipo: più aspetti, più aumentano le probabilità di spendere di più. 
  • Sii flessibile: prova giorni e orari meno richiesti, quando possibile.  
  • Confronta: controlla alternative e prezzi prima di chiudere l’acquisto. 
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