Reclamo N° 368235
Reclamo N° 368235
Roberto
24 Marzo 2026
Il sottoscritto intende sottoporre alla Vostra attenzione una vicenda che presenta rilevanti profili di scorrettezza commerciale e difetto di trasparenza nei confronti del consumatore, relativa sia alla gestione del programma Trade-In Samsung, sia al mancato riconoscimento di un incentivo economico di euro 100 promesso prima dell’acquisto di un nuovo dispositivo.
In primo luogo, con riferimento all’acquisto del nuovo smartphone Samsung, prima della conclusione dell’ordine il sottoscritto riceveva una comunicazione scritta da parte di Samsung nella quale veniva chiaramente prospettato che, a fronte dell’acquisto del nuovo Galaxy S26, sarebbe stato riconosciuto un beneficio economico di euro 100. In un momento ancora precedente, il sottoscritto aveva anche acquistato un buono/coupon del valore di euro 30, proprio nell’ambito della medesima operazione promozionale. La comunicazione ricevuta prima dell’acquisto del coupon e la successiva comunicazione ricevuta prima dell’acquisto del telefono non indicavano in modo chiaro, espresso e inequivoco le limitazioni che Samsung ha poi opposto successivamente per negare il riconoscimento del beneficio.
Solo dopo l’acquisto del dispositivo, Samsung ha infatti sostenuto che il beneficio di euro 100 non sarebbe stato applicabile in ragione di condizioni e limitazioni che, però, non risultavano chiaramente riportate nelle comunicazioni precontrattuali ricevute dal sottoscritto. In sostanza, il consumatore è stato indotto ad acquistare prima il coupon da euro 30 e poi il telefono sulla base di un vantaggio economico chiaramente prospettato, poi successivamente negato. Ritengo che tale comportamento integri un grave difetto di trasparenza, in quanto una limitazione essenziale dell’offerta non è stata resa conoscibile in modo adeguato nella fase anteriore all’acquisto, incidendo direttamente sul processo decisionale del consumatore.
In secondo luogo, vi è la vicenda relativa al programma Trade-In Samsung, gestito operativamente dal partner CTDI S.r.l. Il sottoscritto ha conferito in permuta un Galaxy S25 Ultra 1TB, inizialmente prevalutato per euro 784. Il dispositivo era perfettamente funzionante, esteticamente integro e ripristinato prima della spedizione. Successivamente, il partner CTDI ha dapprima comunicato una valutazione economica pari a euro 300, motivandola in modo generico con una formula riconducibile alla non eseguibilità del test automatico e facendo intendere, nella sostanza, che il dispositivo presentasse un blocco/PIN o comunque una condizione ostativa alla verifica ordinaria.
Il punto di particolare gravità è il seguente: pur sostenendo che il dispositivo fosse bloccato o non regolarmente testabile, il partner era comunque disposto ad acquistarlo a un valore di soli euro 300. Ciò significa che, nonostante la presenza di un presunto PIN o di una presunta limitazione tecnica, il dispositivo veniva comunque considerato acquisibile economicamente dal partner, a un valore fortemente ridotto rispetto alla sua reale consistenza economica. Tale circostanza appare oggettivamente incoerente.
Solo dopo le contestazioni formali già sollevate dal sottoscritto, CTDI e Samsung hanno mutato radicalmente posizione, dichiarando successivamente il medesimo dispositivo “non idoneo”. Questo mutamento di valutazione è avvenuto senza che sia mai stata trasmessa una relazione tecnica dettagliata, coerente e documentata sulle verifiche effettivamente svolte. In altre parole, il dispositivo è stato prima trattato come bene economicamente acquisibile a euro 300, poi, una volta evidenziata l’incoerenza di tale scelta, è stato riclassificato come “non idoneo”, senza adeguata motivazione tecnica.
Tale sequenza dei fatti appare gravemente contraddittoria e lesiva dei diritti del consumatore. Se infatti il dispositivo era davvero bloccato o comunque non conforme ai requisiti, non si comprende per quale ragione il partner fosse inizialmente pronto ad acquistarlo per euro 300; se invece era effettivamente valutabile, non si comprendono le ragioni del successivo mutamento verso la “non idoneità”. In ogni caso, il consumatore non ha mai ricevuto una spiegazione tecnica seria, puntuale e verificabile.
A rendere la vicenda ancora più grave, nel frattempo è stato anche disposto l’addebito dell’importo di euro 784, corrispondente alla prevalutazione iniziale del dispositivo, nonostante la pratica fosse già formalmente contestata e tuttora priva di una base tecnica documentata. Il sottoscritto ha già inviato ripetute PEC di diffida e messa in mora, contestando la gestione dell’intera pratica, chiedendo la revoca dell’addebito, la trasmissione di una relazione tecnica completa, il chiarimento sul passaggio da euro 300 a “non idoneo” e la restituzione tempestiva del dispositivo.
La vicenda non appare isolata. È emerso anche un ulteriore caso analogo, relativo a un’altra pratica Trade-In, in cui Samsung ha rifiutato la valutazione di un dispositivo sostenendo l’esistenza di una regola secondo cui un device già associato a un precedente ordine poi annullato non sarebbe più valutabile in un nuovo ordine. Anche tale condizione, per quanto verificato, non risulta chiaramente indicata nei Termini e Condizioni della promozione, apparendo quindi come una limitazione sopravvenuta e arbitraria, non previamente resa conoscibile al consumatore.
Ritengo quindi che l’intera gestione dei fatti presenti seri profili di scorrettezza e non trasparenza, sia con riguardo:
al mancato riconoscimento del beneficio economico di euro 100 promesso prima dell’acquisto;
alla gestione contraddittoria e mutevole della valutazione Trade-In;
all’assenza di adeguate motivazioni tecniche;
all’addebito di euro 784 disposto in un contesto già oggetto di contestazione;
all’applicazione di condizioni limitative non chiaramente previste o comunicate.
Alla luce di quanto sopra, chiedo il Vostro intervento affinché vengano tutelati i miei diritti di consumatore e, in particolare, affinché si proceda a contestare formalmente a Samsung Electronics Italia S.p.A. e a CTDI S.r.l. la correttezza della loro condotta, richiedendo:
il riconoscimento integrale dell’incentivo economico di euro 100 promesso in fase precontrattuale, con corresponsione dei residui euro 70 non ancora riconosciuti;
la revoca dell’addebito di euro 784 o, comunque, la sua immediata sospensione/restituzione in assenza di giustificazione tecnica e contrattuale documentata;
la trasmissione di una relazione tecnica completa e verificabile relativa alla valutazione del dispositivo;
la gestione trasparente e corretta della restituzione del dispositivo dichiarato non idoneo;
ogni ulteriore tutela e iniziativa ritenuta opportuna a difesa dei miei diritti.
Resto a disposizione per trasmettere tutta la documentazione utile, compresi screenshot delle comunicazioni ricevute prima dell’acquisto, schermate e comunicazioni relative alla valutazione Trade-In, corrispondenza PEC, prova dell’addebito, foto e video dei dispositivi.
Cordiali saluti





