Reclamo N° 356828

Reclamo N° 356828

Elena
22 Luglio 2025
Premetto che siamo uno studio legale. 1) Effettuiamo il passaggio da Vodafone a TIM in data 07.08.2024 (presso negozio TIM di Milano Corso di Porta Vittoria). Mi reco personalmente portando tutta la documentazione richiesta e le fatture Vodafone in corso chiedendo contratto analogo a quello esistente. N.B. non mi viene riferito nulla riguardo alla vendita del modem. Mi assicurano che il tecnico uscirà presto. 2)il 30.08.2024 arriva il tecnico in studio per poter installare il router e ci riferisce che, per quanto riguarda la portabilità del telefono fisso, ci vorrà una settimana. Nel frattempo ci lascia il router ma senza installarlo. Siamo senza linea telefonica. 3)Sollecitiamo telefonicamente TIM mas senza risultato. Le PEC non hanno riscontro. Colleghiamo il router autonomamente. 4)In data 06.09.24 arriva una PEC da parte di TIM in cui ci riferisce che i telefoni dovrebbero funzionare dopo la configurazione autonoma che avrebbe dovuto avvenire da remoto, tuttavia nessuno di TIM ci ha contattati. 5)Il giorno 10.09.24 (dopo ulteriori solleciti) arriva il tecnico che ci comunica che il router "TIM HUB EXECUTIVE" che ci era stato installato dal primo tecnico non era compatibile né con il contratto né con i telefoni presenti in studio. Il tecnico consiglia di chiamare ancora il 191. Chiamato il 191 che riferisce che dovrà essere installato un FRITZ BOX. 6)In data 11.09.24 (DATA INTERVENTO CHE AVETE ADDEBITATO) arriva un altro tecnico per installarci il FRITZ BOX; scopriamo nuovamente che neanche questo router è adeguato ai nostri telefoni. Il tecnico NON FA NULLA MA SI PREOOCUPA DI FARCI FIMRARE LA SUA USCITA PER "MOTIVI AMMINISTRATIVI". Detto tecnico ci propone di contattare TIM o di comprare autonomamente il centralino. Decidiamo di mandare una PEC per chiedere la soluzione del problema quanto prima. Nel frattempo siamo senza linea telefonica e siamo senza riscontro alle diverse PEC inviate. 7)In data 17.09.24 mandiamo un'altra PEC in cui comunichiamo a TIM che, oltre a non avere ancora la linea telefonica, eravamo anche senza internet dal giorno 14.09.2024. 8)In data 20.09.2024 mandiamo l'ennesima PEC in cui comunichiamo che nonostante le numerose chiamate al 191, lo studio era ancora senza linea telefonica. Chiediamo il diritto di recesso dal contratto con riserva di quantificare i danni subiti. Lo stesso giorno chiediamo il codice di migrazione per trasferire la linea ad altro gestore. 9)Il codice di migrazione ci viene negato più volte. Siamo ancora senza line telefonica. 10)In data 12.10.2024, esasperati dal comportamento non professionale di TIM, chiediamo il passaggio a Vodafone. Ci viene ancora negato il codice di migrazione. Nonostante il passaggio, continuiamo a chiamare il 191 per capire se la pratica era stata gestita. Solo risposte approssimative e non concordanti fra loro date dai diversi operatori interpellati. 11)In data 17.10.24 ci viene comunicato il codice di migrazione. 12)Chiamiamo più volte il 191 per sapere se la pratica è stata chiusa (senza riscontro univoco), nel frattempo paghiamo la fattura n°................ relativa al periodo 01.09.20 - 30.09.24. 13)La settimana prima chiamiamo nuovamente il 191 e ci riferiscono che la partica era stata chiusa (non riferendo di avere fatture previste) sabato 23.11.24 dal 191 evidenziano che a pratica di chiusura è ancora in lavorazione. 14)A gennaio 2025 mandiamo nuovamente una PEC in cui contestiamo la fattura che ci viene addebitata in merito all'intervento avvenuto in data 11.09.24 in cui il tecnico ci aveva ESPRESSAMENTE detto che la firma serviva "PER MOTIVI AMMINISTRATIVI"; anche perché quel giorno on aveva risolto nulla. Ribadiamo anche il fatto che eravamo ancora in attesa di riscontro della pratica. 15)Il 10 marzo 2025 mandiamo una PEC in cui riferiamo che abbiamo restituito il modem via Poste Italiane all'indirizzo da loro inviatoci via mail: Tim S.p.A. c/o SDA Reverse, Interporto di Bologna DC24 40016 San Giorgio di Piano (BO), il giorno 4 marzo. 16)Il 18 marzo 2025 mandiamo via PEC cedolino postale dove si attesta la restituzione del modem. 17)Il 21 marzo 2025 ci mandano una lettera dove ci comunicano che non possono rimborsarci l'addebito del modem perché dai loro sistemi gestionali si evince che il contratto da me stipulato prevedeva il modem in vendita rateale (NON MI VIENE RIFERITO NULLA IN MERITO DURANTE LA STIPULAZIONE, VEDERE PRIMO PUNTO). 18)Il 14 aprile 2025 mandiamo nuovamente una PEC in cui ribadiamo che il modem era stato preso a noleggio e NON IN VENDITA RATEALE e restituito all'indirizzo sopra indicato. Ad oggi ancora riceviamo fatture a noi sconosciute.
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