Gaspare
09 Ottobre 2026
Con la presente, intendo segnalare alla Vostra Associazione una grave anomalia e una prassi a mio avviso lesiva dei diritti del consumatore, riscontrata nell'utilizzo dei servizi online del corriere UPS.
In data 09/10/2026 , mi sono recato sul sito ufficiale di UPS per prenotare una spedizione. Dopo aver compilato regolarmente tutti i campi richiesti, sono giunto alla fase di pagamento. In quel frangente, il sistema informatico di UPS ha riscontrato un errore: sono stati generati diversi tentativi di addebito (alcuni fortunatamente bloccati in automatico dal mio istituto bancario), che si sono concretizzati in due addebiti effettivi sulla mia carta. La somma di questi due addebiti corrisponde esattamente all'importo totale che avrei dovuto corrispondere per la singola spedizione.
Immediatamente dopo il pagamento, il sito web è andato in errore riportandomi alla pagina iniziale, senza generare alcuna lettera di vettura, senza inviare alcuna email di riepilogo e, di fatto, senza erogare alcun servizio.
Comprendendo che i disguidi tecnici informatici possano accadere, mi sono subito messo in contatto con il Servizio Clienti UPS, aspettandomi uno storno immediato (o quantomeno entro 1-2 giorni lavorativi) delle somme indebitamente prelevate per un servizio mai fornito.
La risposta ricevuta è stata del tutto inaccettabile: mi è stato comunicato che, per via delle loro procedure interne, il processo di rimborso richiederà fino a 20 giorni lavorativi. Stiamo parlando di circa un mese solare di attesa.
Ho contestualmente contattato la mia banca per richiedere l'annullamento dell'operazione, ma mi è stato confermato che, essendo i pagamenti in fase di contabilizzazione, l'istituto di credito non può forzare uno storno immediato senza attendere le medesime tempistiche di elaborazione (circa un mese).
Trovo assurdo e inaccettabile che, a fronte di un palese errore del sistema informatico di UPS, il consumatore debba essere privato della propria liquidità per un mese intero. Se per un reso e-commerce le normative garantiscono rimborsi in 14 giorni a fronte della restituzione di un bene fisico, è impensabile che per un servizio digitale mai erogato i tempi siano così dilatati ed estremamente sbilanciati a favore dell'azienda.