Reclamo N° 153832

Reclamo N° 153832

Liliana
17 Giugno 2019
I primi di settembre 2018 volevo cambiare gestore telefonico mobile, dato che con TIM pago troppo, ho pensato di passare alla Vodafone, ma essendo un LP ho chiesto la portabilità di un numero che i miei clienti conoscono da 20 anni…… dopo sei giorni la scheda Vodafone era attiva ma non il numero, chiamato 190 mi dicono che non c'era alcuna portabilità di numero. Mi sono recata di nuovo nel negozio dove avevo fatto il contratto (il commesso al momento del contratto voleva convincermi che non esiste diritto di recesso se si va volontariamente in negozio…..) e quando ho chiesto che cosa stava succedendo mi è stato detto che "volevo la pappa pronta". Quindi nei termini dei sei giorni dalla firma del contratto ho esercitato il mio diritto di recesso mediante pec, in cui raccontavo anche l'accaduto. La Vodafone continua a chiedermi denaro pur non avendone diritto, accampando scuse, come quella ridicola in cui affermavano che la mia pec non era "conforme"..... Esistono pec non conformi? Ovviamente il mio avvocato ha fatto tutti i passi opportuni ma questi insistono pretendendo assurdi risarcimenti in nome di che non si sa. Non avendo alcuna intenzione di retrocedere e di dargliela vinta, dato che ho compiuto tutti gli atti in termini di legge, vorrei però sapere se è possibile rendere pubblica questa faccenda, anche perchè, loro probabilmente non lo sanno ancora, il commesso di certo non lo avrà detto, ma quella frase "lei vuole la pappa pronta" è stata riferita ad una persona diversamente abile e ha un sapore molto amaro, dato che è stata pronunciata proprio con l'intento di offendere la persona "considerata inferiore" e quindi attaccabile “impunemente”…. Almeno così credevano! Inoltre vorrei denunciare il fatto che la vodafone usa mezzi da stalker, ignorando spesso che c'era un avvocato a tutelarmi, continuando a farmi telefonare da uffici di recupero crediti, i penultimi alla fine hanno desistito ammettendo che avevo ragione! Invece gli ultimi da loro assoldati continuano a pretendere denaro non dovuto. Per concludere “bonariamente” la faccenda volevano 370€ che mi sono rifiutata di pagare, dal momento che ho esercitato il mio diritto di recesso nei termini di legge e con i mezzi legali appropriati! Ma tutt’oggi mi è arrivata una raccomandata in cui pretenderebbero ben 710€ di non so cosa! In accordo con il mio avvocato sto rendendo nota questa vicenda soprattutto perchè questa storia deve essere resa pubblica e deve aiutare tutte le persone che temono questi colossi che credono di poter fare ciò che vogliono credendo che il popolo italiano ceda dietro ricatti inconsistenti esercitati da chi ha denaro che gli esce dalle orecchie proprio per questo e non perché offre un servizio, giustamente, retribuito!
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