Reclamo N° 225555

Reclamo N° 225555

Anna maria
13 Febbraio 2021
Salve, è la prima volta che vi contatto e voglio sottoporvi un caso che mi trascino da più di un anno. Espongo i fatti. Entro in Vodafone migrando da altro gestore con contratto telefonico e dal 19 settembre 2019 mi viene attivata la linea, con l’istallazione della Vodafone Station Revolution, nel frattempo arrivatami con corriere. Avendo problemi di connessione internet decido di recedere il contratto avvalendomi dei 14 giorni di diritto al recesso, e faccio richiesta di recesso il 25 settembre 2019, sempre telefonicamente, come è mio diritto, facendomi dare anche il codice di migrazione che comunico immediatamente ad un operatore del gestore Tim con cui voglio tornare. L’operatore mi fa sapere che non può procedere fin quando non avviene la cessazione al numero e che bisogna attendere qualche giorno. Di fatto l’operazione avviene il 2 ottobre 2019, rientrando comunque sempre nei 14 giorni di diritto al recesso. Mi arriva una prima bolletta Vodafone, per il periodo dal 13 settembre al 30 settembre 2019, io chiamo un operatore Vodafone al 190, facendo presente sia che la linea mi è stata attivata il 19 e non il 13, come tra l’altro scritto nel dettaglio costi della pagina successiva, sia che ho nel frattempo fatto richiesta di recesso dal contratto Vodafone entro i 14 giorni, e che dunque ritengo di non dover pagare le 50 euro di deposito cauzionale riportate in bolletta. Mi viene detto che si tratta di una normale procedura, di pagare perché in seguito verranno rifatti i conteggi e che verrò rimborsata con assegno. Cosa che in buona fede faccio, dopo qualche perplessità. Il 6 novembre viene un tecnico della Tim, gestore con cui sono rientrata, e fa l’allaccio col nuovo loro modem, per cui in quella data cessa definitivamente il mio rapporto con Vodafone. Nel frattempo, dopo avere finalmente avuto delucidazioni da un operatore che finora non mi erano mai state date dicendomi che sarei stata ricontattata per istruzioni, il 5 dicembre 2019 consegno ad un Servicepoint la Vodafone Station. L’11 dicembre 2019 mi arriva online una seconda bolletta Vodafone, con periodo di fatturazione dal 1 ottobre al 30 novembre, nel dettaglio costi viene specificato invece dall’1 ottobre all’11 novembre, mentre io il 6 novembre sono già uscita da Vodafone, e in più mi sono addebitate 231,24 euro come corrispettivo per recesso/disattivazione Servizio Ready, 18,86 euro per costo attivazione offerte casa, che nella bolletta precedente ho già pagato 0,82 centesimi, e contributo per migrazione linea 22,95 euro. Siccome sono certa che, avvalendomi del diritto di recesso entro i 14 giorni dal contratto, non sono tenuta a pagare nessuna cauzione o contributo, chiedo più volte a Vodafone che venga riconsiderata la mia posizione, ma per tutta risposta continuano ad arrivarmi richieste di pagamento ed in ultimo una lettera di recupero crediti. Faccio intervenire un legale ma continuano a rispondere che non risulta la mia richiesta di recesso entro i 14 giorni e mi intimano di pagare. Dopo ulteriori approfondimenti tra le cavillose diciture dei contratti Vodafone il mio legale scopre che per attivazione della linea la Vodafone intende il momento in cui telefonicamente viene stipulato il contratto per cui i 14 giorni per il diritto al recesso partono in quel momento, mentre a me era stato detto diversamente. Considerato poi che nel mio caso la vera attivazione, con l’arrivo del modem, avviene proprio al quattordicesimo giorno dall’assenso telefonico, mi chiedo come può il cliente rendersi conto se può o meno essere contento della propria nuova linea visto che non ha il tempo di verificarlo. Inoltre nonostante nel contratto da me fatto su internet(che ho fotografato )fosse scritto che la recessione poteva essere fatta o telefonando al 190 (come io ho fatto) o con raccomandata o recandosi in un centro Vodafone, in una successiva ricerca la dicitura è stata invertita, l’opzione del 190 é messa per ultima , e cercando ancora dettagli si scopre che dopo aver disdetto col 190 si deve ugualmente mandare la raccomandata, cosa che finora nessuna delle persone con cui avevo parlato mi aveva a mai detto. Trovo vergognoso che in un difficile momento storico come questo la Vodafone usi questi miseri mezzi per ingannare l’ignaro utente in buona fede e ritengo che tutto questo iter sia scientificamente studiato per raggirare. Il mio legale mi consiglia di pagare e metterci una pietra sopra, ma io non mi do per vinta e non posso accettare di essere presa così spudoratamente per i fondelli. Chiedo a voi riscontro per capire se ci siano i presupposti per denunciare tale modo di agire da parte di una società cosiddetta seria. Non si tratta di grosse cifre ma è una questione di principio. Distinti saluti Inviato da iPhone
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