Il ramen è un piatto che ha origine cinese e si è diffuso nei vari Paesi dell’Estremo Oriente, come Giappone, Corea del Sud e Taiwan, dove è uno dei piatti maggiormente consumati.
Che cos’è il ramen?
La componente principale è un brodo, fatto con ossa di maiale, pollo, manzo, pesce, miso (pasta di soia fermentata), soia, sale. A questo si aggiungono i noodles, tagliolini di pasta di frumento.
Come guarnizione si utilizzano carne di maiale, germogli di bambù, uova, funghi, verdure varie.
Si tratta insomma di una zuppa particolarmente ricca, in cui sono presenti tutti i nutrienti di cui si ha bisogno. È un piatto unico come per noi potrebbe essere una delle tante paste (carbonara, al sugo di carne, amatriciana, ecc.) che consumiamo abitualmente e consideriamo come componente fondamentale della dieta mediterranea.
Esistono diverse varianti, diverse per il brodo e per gli ingredienti.
Il ramen è spesso ricco di grassi e povero di fibre, ha additivi come il glutammato di sodio e spesso le porzioni sono elevate.
Il ramen è salutare?
L’abitudine alimentare giapponese di consumare il ramen non è sfuggita all’attenzione dei ricercatori, in particolare a quelli dell’Università giapponese di Yamagata, che hanno studiato le conseguenze sulla salute del consumo della zuppa.
Hanno preso in considerazione 6.725 persone in 4 gruppi: il meno “goloso” mangiava ramen meno di 1 volta al mese e quello più “avido” da 3 a più volte alla settimana (Journal Nutrition Aging and Health, 2025).
Tutti i partecipanti allo studio sono stati sottoposti ad osservazioni cliniche per stabilire il loro stato di salute e il rischio di mortalità.
I risultati ottenuti sembrerebbero dimostrare che i consumatori di ramen hanno un rischio di morte di 1,52 volte rispetto a chi ne consuma meno.
Gli stessi ricercatori hanno precisato, però, che i risultati non sono statisticamente significativi. Non si può affermare con assoluta certezza la pericolosità di consumare ramen 3 o più volte la settimana.
Il ruolo del sale nel ramen
È stato osservato che il sale ha un ruolo importante: il ramen può essere molto salato, quindi un consumo elevato comporta una assunzione di sale oltre le quantità raccomandate.
Inoltre, un maggior rischio di mortalità è stato rilevato nelle persone che ad un elevato consumo di ramen associano alcolici e sono fumatori accaniti.
Qual è il regime alimentare migliore?
Lo studio giapponese sembrerebbe confermare che è importante seguire un regime alimentare con una buona alternanza di alimenti di origine animale e vegetale ed evitare degli eccessi.
Infatti, un modico consumo di ramen non sembra comportare pericoli e probabilmente è salutare.
Questa osservazione dovrebbe farci riflettere anche sui regimi alimentari seguiti in Italia. Non sono pochi coloro che limitano i loro consumi a pochi piatti come la pasta, evitando magari frutta e verdura. Probabilmente se si facesse un’indagine sui forti consumatori dell’ottima pasta alla carbonara, otterremmo risultati analoghi a quelli che i ricercatori hanno ottenuto per il ramen.
La raccomandazione è sempre la stessa: “mangiamo di tutto, mangiamo poco e facciamo esercizio fisico regolare”: se non possiamo rinunciare al vino, limitiamo ad un bicchiere di quello buono a pasto.