Comprare una nuova TV: perché scegliere un modello smart

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Questa rubrica è stata realizzata in collaborazione con QualeScegliere.it, piattaforma online che mette a disposizione una serie di strumenti utili e pratici da consultare per aiutare gli utenti nella scelta di oltre 250 categorie di prodotti.

Digitale terrestre: che cosa cambierà nei prossimi anni?

Nell’ultimo anno sono avvenuti cambiamenti importanti che riguardano tutti gli utenti in possesso di un televisore, e in molti non sono ancora a conoscenza delle decisioni prese a livello europeo e di cosa queste significheranno per loro a livello pratico. Al momento si stima, infatti, che saranno circa 40 milioni i televisori che andranno sostituiti nei prossimi anni in tutto il paese, senza che gran parte degli italiani sia al corrente di questa probabile necessità. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Il passaggio allo standard DVB-T2

Fino alla fine del 2016, tutti i televisori e i decoder per il digitale terrestre potevano essere compatibili con due diversi standard di codificazione, che in sostanza permettono di ricevere e visualizzare correttamente il segnale di trasmissione delle varie reti televisive: il DVB-T1 e il DVB-T2. Va detto che la grande maggioranza dei prodotti in commercio prevedeva la compatibilità solo con lo standard più datato, il DVB-T1, che comunque permetteva di godersi senza problemi tutti i canali in chiaro della TV italiana.

Dal 1° gennaio 2017, però, è ufficialmente iniziata la transizione di tutte le reti verso lo standard più moderno, il DVT-B2, che permetterà non solo una maggiore efficienza dal punto di vista dei consumi energetici, ma anche una migliore qualità video. Questo processo durerà circa cinque anni ed è suddiviso in tre tappe diverse:

  • Dal 1° gennaio 2017 sono in commercio solo televisori compatibili con questa tecnologia;
  • Dal 1° gennaio 2018 le reti televisive inizieranno, un po’ alla volta, ad adottare il nuovo standard e a diventare visibili solo sui prodotti compatibili;
  • Dal 1° luglio 2022 l’era del precedente standard sarà ufficialmente conclusa e nessun canale sarà più visibile sui vecchi apparecchi.

Per tutti coloro che non avessero acquistato un televisore nel 2017, dunque, c’è una fondata possibilità che l’acquisto di un televisore nuovo (o di un decoder esterno compatibile con il DVB-T2, per cui forse il Governo stanzierà un bonus di circa 25 € a utente) sarà necessario entro un paio d’anni al massimo.

Perché una smart TV?

Negli ultimi anni il mercato è stato letteralmente invaso da televisori etichettati come “smart”, un termine sempre più comune, ma che per molti utenti rimane poco chiaro. In sostanza, una smart TV offre non solo la possibilità di godersi i normali canali televisivi, ma possiede un sistema operativo (proprio come un computer), può connettersi a internet, permette di usufruire di piattaforme per lo streaming come YouTube o Netflix e di installare svariate applicazioni. È dunque una sorta di TV potenziata, che dispone di molte più funzioni rispetto a un normale televisore (un apparecchio, tra l’altro, che sta pian piano scomparendo dal mercato e sarà presto del tutto obsoleto).

Si può obiettare che una smart TV non è strettamente necessaria, dato che ormai esistono i svariati modelli di “smart tv box” e di “smart tv stick“, ovvero dispositivi esterni che permettono di dotare qualunque televisore provvisto di una presa HDMI di caratteristiche aggiuntive, senza dover cambiare totalmente l’apparecchio.

A meno che non si possieda un televisore molto recente e di ottima qualità, che non si vuole assolutamente sostituire per alcuni anni, questa soluzione non è particolarmente conveniente, sia per ragioni di spazio che per motivi economici. Per avere un buon prodotto, infatti, si possono spendere circa 80 €, e se si aggiunge poi un decoder esterno per visualizzare i canali che hanno adottato il nuovo standard DVB-T2, la spesa e l’ingombro aumentano ulteriormente. Inoltre si dovrebbero utilizzare diverse prese HDMI, che potrebbero piuttosto essere sfruttate per connettere console, lettori Blu-Ray o altri dispositivi esterni. Una smart TV permette invece di evitare tutti questi inconvenienti e di assicurare buone prestazioni per un lungo periodo.

Come si sceglie una smart TV?

Come ogni prodotto di elettronica, anche la smart TV deve essere valutata in base a una serie di parametri diversi. Molte specifiche tecniche possono essere complicate da interpretare per l’utente medio: cerchiamo di riassumere qui di seguito alcuni parametri più generali che possono essere utili per orientarsi nella scelta.

  • Sistema operativo: per chi fosse interessato unicamente ai canali streaming più diffusi e a funzionalità basilari, questo parametro è in parte trascurabile. Per lo più, infatti, il sistema operativo dipende dal marchio prescelto, e ormai tutti offrono un buon numero di funzionalità e applicazioni. Un dettaglio importante da verificare, invece, è la versione del preinstallata e la possibilità di scaricare aggiornamenti futuri. Sono questi infatti che fanno sì che la propria smart TV goda di una vita più lunga e rimanga sempre al passo con le novità delle proprie applicazioni.
  • Dimensioni dello schermo: una delle principali domande che gli utenti si pongono è proprio legata alla grandezza della TV. La misura ideale del dispositivo dipende da molti fattori, tra cui la dimensione della stanza in cui si vuole posizionare la TV e la risoluzione dello schermo. Se si sceglie un dispositivo con definizione molto alta (Ultra HD o 4K) è possibile infatti sedere più vicino al televisore, dato che le immagini sono sufficientemente nitide da non disturbare la vista. Bisogna inoltre valutare se, con lo spazio a disposizione, si è in grado di cogliere tutto quello che sta succedendo sullo schermo: è inutile acquistare una smart TV da 70″ per poi goderne solo una piccola parte. Riportiamo qui sotto alcune tra le misure più popolari in commercio e la distanza ideale a cui sedere per godersi al meglio ogni programma.

  • Tecnologia di costruzione dello schermo: la maggior parte delle smart TV in commercio oggi dispone di uno schermo LCD LED (detto anche, semplicemente, LED) oppure OLED. La prima è più datata, offre una qualità dell’immagine inferiore, ma garantisce un’ottima luminosità. La tecnologia OLED, invece, è utilizzata solo nei modelli di fascia molto alta (i costi vanno dai 1.000 € in su), assicura immagini estremamente nitide e un’uniformità di colori e luminosità attualmente senza pari. Per chi non disponesse di budget così alti, è possibile ottenere un risultato comunque molto buono anche con gli schermi LED dotati della tecnologia Quantum Dots, che assicura un’ottima resa cromatica.
  • Attenzione ai termini di puro marketing: molte delle caratteristiche sopra elencate sono di fatto identiche per la maggior parte dei marchi, anche se ognuno di questi tende a cercare di distinguersi dalla concorrenza promuovendole con nomi diversi. Va sempre prestata la massima attenzione a quello che questi termini realmente indicano, per evitare di investire somme più alte solo per un’etichetta altisonante sulla confezione.

Autore: Simona Volpe con la collaborazione di Qualescegliere.it
Data: 13 dicembre 2017

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