Antitrust avvia Istruttorie sui Videogiochi “Diablo Immortal” e “Call Of Duty Mobile”
Roma 16 gennaio 2026 – “Bene, si faccia subito chiarezza. È chiaro, infatti, che se le ipotesi fossero confermate ci troveremmo di fronte a una pratica commerciale aggressiva molto grave, visto che coinvolge minori” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente l’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due istruttorie nei confronti di Activision Blizzard (gruppo Microsoft) per i videogiochi “Diablo Immortal” e “Call of Duty Mobile”.
“I diritti dei consumatori vanno sempre rispettati ma è evidente che se sono coinvolti minori le tutele sono rafforzate e la protezione deve essere maggiore. Non vanno esortati ad acquistare un prodotto o un servizio, sfruttandone l’inesperienza o la credulità. Men che meno si può strappare loro un consenso a fini commerciali, farli rinunciare forzatamente al diritto di ripensamento” prosegue Dona.
“Ma il fatto più grave è il rischio di farli diventare giocatori compulsivi, portarli alla dipendenza” conclude Dona.
Secondo l’Antitrust, infatti, le funzioni di parental control pre-impostate dalla società sembrano aggressive, perché il meccanismo pre-seleziona in automatico opzioni che tutelano meno il minore (facoltà di effettuare acquisti in-game, tempi di gioco illimitati e interazione con altri giocatori), in assenza, peraltro, di un comportamento attivo e di supervisione da parte del genitore/tutore.
Da verificare anche le modalità di acquisizione dei consensi al trattamento dei dati personali in fase di registrazione dell’account, in quanto il consumatore, anche minorenne, verrebbe indotto a selezionare tutti i consensi, inclusa la profilazione a fini commerciali, credendo di trovarsi di fronte a una scelta obbligata.
Infine, le istruttorie riguardano l’inadeguatezza delle informative rese in materia di diritti contrattuali del giocatore, che sembrano indurlo a rinunciarci inconsapevolmente (ad esempio, al diritto di ripensamento), e anche la facoltà di bloccare unilateralmente l’account di gioco, senza fornire adeguate motivazioni e assistenza e senza riconoscere la possibilità di un contraddittorio, con l’inevitabile conseguenza di perdere i costi sostenuti per i contenuti digitali, a volte anche molto ingenti.

