CANONE RAI: il balletto dell’Agenzia delle Entrate

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L’Agenzia delle Entrate, dopo aver pubblicato nello scadenzario fiscale, la data del 1° febbraio per il pagamento del canone Rai, fa un passo indietro grazie al nostro intervento: ora però serve chiarezza.

Roma, 29 gennaio 2016 – “Incredibile, ma vero! L’Agenzia delle entrate si era rimangiata quanto aveva sostenuto e chiarito nel comunicato congiunto con la Rai del 13 gennaio e che la Rai sta ininterrottamente comunicando in tutti i telegiornali e le trasmissioni (“A gennaio non riceveremo il bollettino postale”), ossia che il canone non va più pagato entro il 31 gennaio” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Niente più bollettini postali nelle case degli italiani” diceva l’inizio del comunicato congiunto, per poi proseguire “Niente più bollettino da pagare entro il 31 gennaio” e gli italiani ci hanno ovviamente creduto. Invece, nel silenzio generale, senza alcuna comunicazione a riguardo, senza alcun comunicato stampa, nello scadenzario fiscale dell’Agenzia delle entrate, era apparso, per la data del 1° febbraio, tra gli adempimenti, il “versamento canone RAI per i soggetti non titolari di utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui hanno la loro residenza anagrafica”. Ossia chi ha la tv, ma non ha la bolletta della luce, un caso molto frequente nelle case multifamiliari dove c’è un solo contatore e abitano genitori e figli sposati oppure fratelli vari, doveva pagare e doveva farlo entro fine mese, anche se ormai mancavano pochissimi giorni.
Ora, grazie alla denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori, sembra che l’Agenzia delle entrate abbia fatto, almeno per il momento, un temporaneo dietrofront, ritirando la scadenza dal suo sito internet.

“Era evidente che, in caso di sovrattasse, sarebbero scattate possibili azioni legali a tutela dei consumatori, male informati prima dal legislatore e poi dall’Agenzia delle entrate stessa. Per non parlare della Rai, che ha informato milioni di consumatori fidandosi di quanto riportato nel comunicato congiunto con l’Agenzia delle entrate” ha proseguito Dona.

Resta comunque il problema di non aver fatto una circolare esplicativa che chiarisse che nessuno deve più pagare il canone entro il 31 gennaio. Sulla legge di stabilità infatti, è scritto: “Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica di cui all’articolo 1, secondo comma, secondo periodo, il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate.” Nulla si dice, insomma, per chi non ha un’utenza elettrica. Per questo, fin dal 2 gennaio, l’Unione Nazionale Consumatori aveva chiesto all’Agenzia delle entrare e alla Rai di chiarire i termini del problema. Chiarimento che sembrava essere arrivato con il comunicato congiunto.

“Ora si spera che nessuno si azzardi a mettere sovrattasse per i consumatori che non pagheranno entro il 1° febbraio. In ogni caso chiediamo, entro lunedi mattina, un chiarimento definitivo, nero su bianco, da parte dell’Agenzia delle entrate” ha concluso Massimiliano Dona.

Di seguito quanto andava sostenendo l’Agenzia delle entrate:

VERSAMENTO CANONE RAI PER I SOGGETTI NON TITOLARI DI UTENZA PER LA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA NEL LUOGO IN CUI HANNO LA LORO RESIDENZA ANAGRAFICA
1 febbraio 2016
· Chi: Titolari di abbonamento alla radio o alla televisione che non siano intestatari di utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui hanno la loro residenza anagrafica
· Cosa: Versamento del canone annuale o della rata trimestrale o semestrale. N.B.: Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica nel luogo in cui hanno la loro residenza anagrafica il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate
· Modalità: Presso le Agenzie Postali con apposito bollettino postale c/c 3103 oppure presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati (tabaccherie) oppure tramite Bancomat oppure tramite carta di credito utilizzando servizi via internet

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