CORONAVIRUS: vanno rimborsate le rette degli asili e le attività extra

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Unc replica ad associazioni scuole paritarie: rimborsi per attività supplementari delle scuole e restituzione integrale della retta per gli asili.

Roma, 2 aprile 2020 – “Anche se la posizione delle associazioni delle scuole paritarie rappresenta un passo avanti, è insufficiente.  L’istituto, intanto, non deve valutare l’impatto di eventuali sconti di retta sugli equilibri complessivi della gestione scolastica, ma dare alle famiglie quanto spetta loro di diritto, se non vuole che ai mancati introiti si aggiungano anche le spese legali per le azioni di risarcimento dei consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Per le scuole, oltre alla restituzione integrale di tutte le somme versate per i servizi accessori, dallo scuolabus alla mensa, vanno ridati in toto anche i costi delle attività supplementari extrascolastiche, dalle attività sportive ai corsi di lingue. Inoltre, anche in caso di didattica a distanza, per la quale si può sostenere che la prestazione non è stata interrotta ma prosegue con modalità diverse, resta il problema delle famiglie che non hanno la strumentazione adatta a ricevere le lezioni, o perché non hanno il computer o per connessione internet inadeguata. Anche in questo caso scatta il diritto al rimborso parziale delle rate versate, limitatamente al periodo in cui non si può fruire del servizio, a meno che la scuola si organizza diversamente, offrendo valide alternative” prosegue Dona.

“Per gli asili nido, invece, ovvio che l’iscrizione implica che il bambino sia tenuto presso la struttura e quindi, in caso contrario, scatta il diritto al rimborso integrale della retta versata e non ad uno sconto” conclude Dona.

Per la federazione e l’associazione delle scuole paritarie, Agidae e Fidae, invece, se le scuole hanno proseguito l’attività didattica facendo ricorso alla metodologia on line, la retta scolastica va regolarmente ed indiscutibilmente pagata, mentre nella scuola dell’infanzia e nei nidi, dove il servizio didattico-educativo è venuto a mancare totalmente o parzialmente, appare congruo riconoscere alle famiglie uno sconto percentuale sulla retta del periodo interessato alla chiusura, considerando che la retta mensile va a coprire i costi di un periodo più lungo dell’anno scolastico. Ma si tratta di orientamenti e decisioni che gravano esclusivamente sulla responsabilità dell’ente gestore al quale spetta altresì valutare responsabilmente l’impatto di eventuali sconti di retta sugli equilibri complessivi della gestione scolastica. Ai gestori non mancherà l’opportunità di salvaguardare gli equilibri economici della scuola e la comprensione delle richieste delle famiglie, stabilendo modalità e tempistiche idonee a tutelare diritti e interessi legittimi di tutti.

 

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