ECONOMIA: toglieremo tasse e l’UE non potrà dire no

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Per l’UNC, il ministro Padoan dimentica il debito. Inoltre con cosa saranno sostituite le tasse sulla casa?

Roma, 4 settembre 2015 – “Dato che l’Italia non è sotto l’egida della Troika, è giusto che l’Italia possa decidere autonomamente la propria politica fiscale. Il ministro Padoan, però, dimentica una piccola cosina, che, a differenza degli altri Paesi, per l’Italia il problema non è il deficit, ma il debito” ha dichiarato Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter), Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la dichiarazione del ministro dell’Economia Padoan che, sul Messaggero, si è domandato perché mai l’Ue dovrebbe dire no alla cancellazione delle tasse sulla prima casa, considerato che l’Italia è tra i pochi paesi nell’Eurozona con un deficit sotto il 3% e soprattutto in calo.

“Con 2.203 miliardi di debito, forse dovremmo cogliere l’occasione irripetibile del QE e dei bassi tassi di interesse per abbatterlo in modo significativo, altrimenti saremo sempre esposti a rischi, legati agli scenari internazionali” ha proseguito l’avv. Dona.

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda, a tal proposito, gli innumerevoli allarmi lanciati da vari organismi internazionali, a cominciare dal FMI, per il quale l’Italia, a causa del debito, insieme a Grecia, Giappone e Cipro non ha spazio fiscale ed è considerata a grave rischio. Per questo deve ricostruire spazio fiscale contro eventuali shock e non può permettersi il lusso di vivere con un debito alto (parere del FMI).

“Quanto al clamore esagerato suscitato dall’annuncio dell’eliminazione delle tasse sulla casa, è noto da tempo che il Governo intende sostituirle con la local tax. Se sia un vantaggio o no per le famiglie, però, dipenderà da come sarà strutturata. Non vorremmo, infatti, che fosse compensata con l’aumento delle accise o dell’Iva, oppure che succeda come con il passaggio dall’Imu sulla prima casa alla Tasi, quando le famiglie più povere si sono trovate a dover pagare più di prima” ha concluso Dona.

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda, infatti, che l’assenza della detrazione di 200 euro ha danneggiato chi aveva una rendita catastale bassa e che, nel 2014, il gettito di Imu e Tasi è stato superiore al gettito Imu del 2013.

“Ma non dovevamo pagare di meno?” si è chiesto Dona. “Non vorremmo che avvenisse la stessa cosa con la local tax! Per questo chiediamo al Governo di definire al più presto i contorni di questo nuovo balzello” ha concluso Dona.

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