INFLAZIONE: la stangata di Hormuz nelle città

Redazione UNC
16 Giugno 2026
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In 3 mesi a Siena prezzi decollati del 3,8%, pari a +1069 euro.  Su base annua: al 1° posto Rimini, poi Udine e Bolzano

Roma, 16 giugno 2026 – “Un balzo astronomico. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha incendiato i prezzi, e non solo dei beni energetici ma anche su altri beni e servizi, con effetti nefasti per le famiglie. In appena 3 mesi, da febbraio a maggio, i prezzi sono decollati del 2%, pari a 505 euro su base annua per famiglia media, 734 euro per coppia con 2 figli, 660 per coppia con 1 figlio. Insomma, peggio di così non si può” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sull’inflazione di maggio.

“L’unico magra consolazione è la tenue decelerazione dei beni alimentari e, conseguentemente del carrello della spesa, ma è solo un miraggio destinato presto a svanire, visto che dipende in gran parte dalla fine dei rincari e delle speculazioni legate alla Pasqua” prosegue Dona.

“Ma in alcune città, si registra un’impennata dei prezzi ancora maggiore. Se da febbraio a maggio, in Italia i prezzi sono decollati del 2%, a Siena c’è stato un balzo del 3,8%, pari a una stangata su base annua, ossia se i prezzi restassero questi per i prossimi 12 mesi, a 1069 euro per una famiglia media. Al 2° posto Venezia con +3,6% (+1019 euro), al 3° posto Firenze e Como con i prezzi che, da quando è scoppiata la guerra in Medio Oriente, volano del 3,3%, pari rispettivamente a 946 e 989 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Considerando, invece, l’inflazione tendenziale, ossia da maggio 2025 a maggio 2026, l’Istat conferma il dato preliminare: in Italia è pari al 3,2%, un record che non si aveva dal settembre 2023. Per una coppia con due figli, significa un aumento complessivo del costo della vita di 1157 euro su base annua, dei quali 241 euro per i soli Prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 323 euro per i Trasporti, 251 euro per Abitazione, elettricità e gas, 119 per Servizi di ristoranti e di alloggio. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 1063 euro. In media, per una famiglia la sberla è di 819 euro, 166 per mangiare e bere.

Per quanto riguarda le città, l’inflazione annua più alta d’Italia, pari a +4,4%, è a Reggio Calabria, al 2° posto Macerata con +4,1%, al terzo posto Cosenza con +4%. Rispetto, invece, all’aumento del costo della vita vince Rimini che con un’inflazione tendenziale del 3,6% ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1042 euro per una famiglia media. Medaglia d’argento per Udine, che, pur avendo “solo” la quinta inflazione più elevata del Paese a pari merito con Verona,+3,7%, ha un incremento di spesa pari a 1036 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Bolzano che con +3,4% ha una spesa supplementare pari a 1033 euro per una famiglia tipo.

Appena fuori dal podio Roma, che con +3,6% registra una batosta pari a 1029 euro.

Sull’altro fronte della classifica, la medaglia d’oro come città più risparmiosa va a Brindisi, dove con +2,5% si ha un aggravio annuo di “appena” 478 euro. Al secondo posto Trapani,che con l’inflazione più bassa d’Italia, +2,1%, registra una variazione media della spesa pari a 485 euro a famiglia.Medaglia di bronzo per Benevento, la seconda inflazione più bassa ex aequo con Aosta, +2,3% e +504 euro.

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