ISTAT: retribuzioni novembre +1,1%, verso minimo storico

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 19 dicembre 2014. – “Se vogliamo ridare capacità di spesa alle famiglie italiane e rilanciare i consumi è bene che il Governo si faccia carico di questo problema. Inutile, infatti, dare 80 euro in più al mese se poi le retribuzioni restano al palo ed i contratti non vengono rinnovati” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat secondo i quali le retribuzioni contrattuali orarie a fine anno dovrebbero segnare un aumento dell’1,3%. Si tratterebbe di un minimo storico, il dato più basso dal 1982.

“E’ sconcertante il dato che il 55,6% dei dipendenti è in attesa di rinnovo, specie se si considera che è il Governo a dare il cattivo esempio con gli stipendi dei dipendenti pubblici. Un’attesa per il rinnovo pari a 36,3 mesi, ossia 3 anni, è inaccettabile” ha concluso l’avv. Dona (segui @massidona su Twitter).

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