TRASPORTI: su taxi Delrio non convoca i consumatori

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Errore grave e strategico non convocarci, rappresentiamo gli utenti

Roma, 23 febbraio 2017 – E’ convocato martedì 28 febbraio, alle 10.30, il tavolo tecnico al ministero dei Trasporti dopo l’accordo con i tassisti siglato martedì. Al tavolo, però, sono convocate solo le associazioni dei taxi e degli ncc (noleggio con conducente), e non anche Uber ed i rappresentati dei consumatori.

“E’ un grave errore che non siano convocate le associazioni di consumatori che rappresentano i clienti, dato che siamo gli unici a volere un miglioramento del servizio in modo disinteressato. Un errore anche strategico, salvo che il Governo abbia già deciso di lasciare tutto immutato e rimangiarsi in toto l’emendamento Lanzillotta, facendo un imbarazzante dietrofront” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Anche non convocare chi rappresenta il nuovo e la modernità, ossia i servizi tecnologici per la mobilità, vuol dire non voler accogliere né le tesi dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti né quelle dell’Antitrust, lasciando il Paese fermo all’età della pietra e ostile alle innovazioni” conclude Dona.

L’associazione di consumatori ricorda che secondo l’Autorità dei trasporti, i servizi tecnologici per la mobilità come UberPop consentono di intercettare una domanda di servizi di norma meno costosi di quelli offerti da taxi e NCC e resi disponibili con diverse modalità di erogazione. Ciò configura la creazione di un nuovo e specifico segmento del mercato della mobilità urbana non di linea rispetto a quello sottoposto a obblighi di servizio pubblico che si concilia con lo sviluppo di sistemi di mobilità sostenibile e con il perseguimento di effetti indiretti di deflazione della circolazione e riduzione dell’inquinamento.

L’Antitrust, invece, con riferimento a UberPop, il servizio svolto da autisti non professionisti, ha considerato la piattaforma Uber legittima, trattandosi di servizi di trasporto privato non di linea, invitando il legislatore ad adottare una regolamentazione minima di questo tipo di servizi, con l’intento di sottolineare con forza gli evidenti benefici concorrenziali e per i consumatori finali derivanti da una generale affermazione delle nuove piattaforme di comunicazione. Vale a dire una maggiore facilità di fruizione del servizio di mobilità, una migliore copertura di una domanda spesso insoddisfatta, una conseguente riduzione dei costi per l’utenza e, nella misura in cui si disincentiva l’uso del mezzo privato, un decongestionamento del traffico urbano con un miglioramento delle condizioni di offerta del servizio di trasporto pubblico di linea e di circolazione del traffico privato.

 

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