Il Portale Offerte per l’energia aiuterà i consumatori?

Come in molti saprete, dal 1° Luglio 2020 il legislatore ha previsto che i Servizi di Tutela (i mercati di elettricità e gas in cui è l’ARERA, l’Autorità dell’energia, a fissare i prezzi ogni tre mesi) dovranno finire e tutti i consumatori dovrebbero passare sul Mercato Libero: il problema è che non è ancora previsto cosa accadrà a tutti coloro che, a quella data, non avranno ancora deciso l’offerta a cui aderire.

Per “accompagnare” i clienti domestici verso il Mercato Libero sono state previste tutta una serie di azioni per rendere il consumatore “capacitato” cioè in grado di effettuare una scelta consapevole. Una di queste è la realizzazione di un portale di confrontabilità tra le offerte, gestito da Acquirente Unico, che è andato a sostituire il Trova Offerte (lo strumento volontario che l’ARERA aveva introdotto anni fa per un confronto semplice tra le offerte del Mercato Libero e il Servizio di Tutela).

Guarda Il Portale Offerte

Su questo nuovo strumento, noi dell’Unione Nazionale Consumatori nutriamo ancora qualche perplessità.

Vediamo intanto di cosa si tratta: a differenza del Trova Offerte, la pubblicazione delle offerte del Mercato Libero sul Portale sarà obbligatoria per tutti gli operatori del settore (che attualmente sono, purtroppo, centinaia!!!!); l’ARERA ha stabilito una  introduzione a tappe delle offerte con queste scadenze:

  • Dal 1° luglio 2018 l’inserimento sul Portale delle sole offerte PLACET (acronimo di Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela) cioè le offerte Standard in cui le condizioni sono uguali tra tutti i fornitori ed a variare è solo la componente di prezzo.
  • Dal 1° settembre 2018 (slittata poi al 17 settembre) le offerte presenti sul vecchio Trova offerte dell’Autorità (quindi le offerte del mercato libero volontariamente iscritte e le condizioni dei Servizi di Tutela di luce e gas)
  • Dal 1° dicembre 2018 tutte le offerte del Mercato Libero

Come tutti i comparatori è necessario inserire alcune informazioni per poter ottenere un risultato in linea con il nostro effettivo utilizzo di elettricità e gas, in particolare: comune e cap, se cerchiamo un’offerta per casa, per altri usi o per il condominio, la potenza impegnata in kW per l’elettricità e la classe del contatore (indicata da una G seguita da un numero) per il gas e se vogliamo un contratto che consideri il consumo elettrico per fasce orarie o meno, se siamo residenti o meno nell’abitazione per cui stiamo effettuando la ricerca e l’utilizzo che facciamo del gas (cottura cibi, produzione acqua calda, riscaldamento), qual è il nostro consumo annuo (in kWh per l’elettricità è in Smc per il gas) e se cerchiamo offerte a prezzo fisso o variabile.

Tutte queste informazioni sono indispensabili ed è possibile reperirle facilmente tutte nelle proprie bollette: è quindi fondamentale imparare a leggerle e imparare a leggere anche i contatori per capire effettivamente quello che consumiamo. Per questo è possibile utilizzare il vademecum che l’ARERA ha predisposto per la lettura e la comprensione delle bollette e un nostro articolo Come cambia la bolletta 2.0.

Nel caso non si conoscano i consumi annui, il Portale consente di stimarli inserendo delle informazioni aggiuntive: i mesi di utilizzo del servizio, il numero delle persone che vivono in casa e, per quanto riguarda l’elettricità, il tipo di illuminazione e gli elettrodomestici presenti in casa, o, per quanto concerne il gas, quant’è grande l’abitazione in metri quadri.

Alla fine di questo percorso il Portale ci presenta, sotto forma di elenco, tutte le offerte attualmente previste (Tutela, PLACET, libere del Trova Offerte) disponibili (e saranno centinaia!!) ordinate sulla base del costo della spesa annua prevista, dalla più economica alla più cara. Questo dovrebbe consentire ad un consumatore di confrontare le offerte dei diversi fornitori con il proprio contratto sia se si è clienti dei Servizi di Tutela sia se si è clienti del Mercato Libero. Ma in realtà le cose non vanno proprio così…

Purtroppo infatti nel Portale le offerte dei Servizi di Tutela non sono chiaramente distinte (come avveniva nel vecchio Trova OPfferte) dalle offerte PLACET e dalle offerte di Mercato Libero e risulta quindi difficoltoso capire quanto si andrebbe, eventualmente, a risparmiare rispetto a quello che si sta pagando. Andrebbe quindi previsto una distinzione più netta (magari utilizzando anche colori diversi) tra offerte di Tutela, PLACET, e di Mercato Libero.

Le cose non migliorano se si è già clienti del Mercato Libero: in questo caso, infatti, manca un riferimento chiaro e confrontabile della spesa della materia energia (l’unica voce che può variare tra un contratto i diversi contratti) non consentendo, quindi, al consumatore di verificare se il prezzo proposto è superiore o inferiore a quello del proprio contratto e a calcolarne di conseguenza (in maniera autonoma purtroppo) gli eventuali risparmi.

Per il momento quindi lo strumento è ancora incompleto e non aiuta ancora i consumatori in quel percorso necessario per diventare consapevoli e capaci di potersi orientare in un mercato difficile come quello dell’energia. Non possiamo quindi che consigliare a tutti di fare molta attenzione e di evitare di sottoscrivere offerte di qualsiasi genere senza valutare attentamente e approfonditamente le opzioni disponibili in attesa di uno strumento più in linea con le esigenze e i bisogni dei consumatori. Per questo molto utile è il vademecum pubblicato dall’AGCM che vi presentiamo in questo nostro articolo.

Per avere l’assistenza dei nostri esperti contattaci attraverso lo Sportello Energia.

Non perdere le nostre proposte per una #bollettagiusta

Autore: Marco Vignola
Data: 27 luglio 2018

 

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Guido Tonini

Ben fatta la vostra analisi del Portale Offerte!

Brevi commenti e aggiunte per la parte elettrica:

– “accompagnare” e “capacitare” gli utenti (fraseologia originale ARERA, che voi giustamente riportate tra virgolette) l’ho sempre considerato offensivo. Certo è che il Portale non aiuta in questo.

– Il Portale – in puro stile di una brutta app per telefonino – sparpaglia i pochi dati realmente essenziali attraverso sottopagine e popup. Ad esempio per le Placet elettrica variabile i soli dati utili sono due: PFIX e parametro α dei vari fornitori. Per vederli occorre aprire una per una le pagine delle singole offerte e su ognuna di esse cliccare i due tab di dettaglio della Quota fissa e della Quota energia.
Curiosità: il parametro α è denominato su queste offerte “alpha” con l’acca, all’inglese. E perché mai? In tutti i dizionari ed enciclopedie italiane (Treccani, Devoto-Oli, Garzanti,..) la lettera greca α s’è sempre e solo chiamata alfa, senz’acca. Noi italiani siamo maestri nel fare pasticci, anche nelle piccole cose.

– Come mai Arera e Acquirente Unico scrivono sempre “Portale Offerte” in maiuscolo, mentre il logo del portale è minuscolo? Noi italiani siamo maestri nel fare pasticci, anche nelle piccole cose.

– Dal 2017 la cosiddetta potenza impegnata (la soglia a cui viene interrotta l’erogazione elettrica, ossia oltre la quale “salta il contatore”) può assumere i valori di 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 5,5 6,0 kW, mentre in precedenza si potevano scegliere solo 3,0 4,5 o 6,0 kW. Ce lo dice ARERA in diversi documenti, tra cui https://www.arera.it/allegati/consumatori/17potenzacont.pdf
Il Portale, anziché elencare tutti i possibili valori, presenta in prima scelta 3,0 4,5 o 6,0 kW. Se è diversa occorre scegliere “Altro”. Stranamente ho dovuto introdurre il numero con il punto al posto della virgola. Ad esempio per una potenza di 2,5 kW devo scrivere 2.5, se no il sito non l’accetta. Lo scambio tra punto e virgola appare anche altrove. Se ho inserito 2000 kWh come mio consumo annuo, da qualche parte viene visualizzato come 2,000 (e questo mi succede con due browser diversi). Noi italiani siamo maestri nel fare pasticci, anche nelle piccole cose.

– Buona la scelta di includere nel dettaglio dei costi delle offerte del Portale (era ora) anche gli importi di accisa e IVA, così da stimare il costo reale finale di un’utenza. Ricordiamo però che sia nel vecchio ma tuttora attivo Trova Offerte, sia nel format obbligatorio delle schede di confrontabilità, che ogni operatore deve fornire per ciascuna delle sue offerte, non sono incluse né accisa né IVA. Queste differenze possono generare confusione negli utenti inesperti o possono erroneamente indurre a credere che gli importi Placet siano molto più alti di altre tipologie di offerte.

– Le varie offerte che compaiono sul Portale non sono linkate ai siti dei rispettivi fornitori. Nel malaugurato caso (non escludibile a priori) di difformità economica con le reali condizioni contrattuali sarebbe utile poter accedere direttamente dal portale ai pdf della modulistica tecnico-economica dei fornitori.

– Il sito, che pare essere sviluppato con tecnologie Web odierne, poteva essere una buona occasione per inserire dei “fumetti” o help contestuali per spiegare il significato delle singole voci e delle varie componenti di costo, oppure si potevano aggiungere dei link “ℹ” alle relative sezioni della “bolletta 2.0” di Arera, ma non vi è niente di tutto ciò.

– Il meccanismo di stima della spesa annua si basa (così vien detto) sulle cosiddette “quotazioni forward” o “rilevazioni forward” del costo all’ingrosso dell’energia elettrica, che non sono accessibili ai normali utenti domestici né vengono esplicitate nel Portale. In breve la stima del costo annuo dipende da un indicatore che non è dato conoscere. La definirei scarsa trasparenza.
Il vecchio Trova Offerte invece “congela” la stima del costo annuo sulla base dei costi elettrici del solo trimestre corrente. Quindi attualmente i due strumenti dell’Autorità funzionano con metodologie diverse e darebbero stime diverse a parità di costo della materia prima.

– Nel caso l’utente risponda negativamente alla domanda “Conosci il tuo consumo annuo”, si apre un simulatore di consumo che è un eufemismo definire rudimentale. Il consumo stimato di lavatrice, lavapiatti, scaldabagno elettrico, ecc. è indipendente dal numero di persone nell’abitazione, il che è evidentemente errato.

In estrema sintesi il Portale Offerte pare essere stato realizzato assai frettolosamente, al momento presenta numerose carenze e incongruenze, e non assolve certo al compito di “capacitare” l’utente.

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Guido C.

Il commento è assolutamente condivisibile, specie per le cose di sostanza.
Mi permetto di aggiungere che molte offerte definite PLACET, in realtà non lo sono, perchè le condizioni generali di fornitura non sono quelle inderogabili previste per le offerte PLACET. In particolare un fornitore gas/fissa (tralascio il nome) stabilisce fin da ora le condizioni da applicarsi dopo 12 mesi per evitare di concordarlo col cliente tre mesi prima della scadenza. Il prezzo offerto passa automaticamente da 24€/anno + 0,24€/smc a 90€/anno + il prezzo all’imgrosso aumentato di 0,125€/smc. Non saprei come definire questo comportamento senza rischiare una denuncia per calunnia.
Il consumatore è indifeso, quando in un paese civile le condizioni contrattuali dovrebbero essere stabilite dall’autorità, lasciando solo libero il prezzo offerto.
Che sia un mercato malato lo prova il numero esorbitante di operatori: vuol dire che anche con un numero infimo di clienti, si guadagna abbastanza

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enrico

Come al solito difficilmente si fanno cose per aiutare il cittadino in modo chiaro e preciso. Aggiungo però che sarebbe molto importante segnalare i costi di allaccio e disdetta ed eventuali vincoli: spesso trappole onerose.
Ancora meglio se la legge imponesse queste tariffe uguali per tutti o prevedesse un tetto massimo, evitando così l’insorgere di truffe autorizzate.


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© 2019 Unione Nazionale Consumatori - Via Duilio 13, Roma
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