Vi è mai capitato di candidarvi per un lavoro, inviare curriculum, magari anche fare un colloquio e non aver mai ricevuto una risposta? Certo, può essere che l’azienda ci abbia scartato, ma c’è un’altra possibilità, sempre più frequente: quel lavoro non è mai esistito. Era un ghost job, un annuncio di lavoro fantasma.
Perché le aziende pubblicano falsi annunci?
Si, sono proprio aziende reali a pubblicare falsi annunci di lavoro. Secondo un’analisi fatta su oltre 91mila offerte, nel 2024, solo nel Regno Unito, un terzo erano annunci fantasma.
Ma perché aziende reali continuano a pubblicare offerte di lavoro quando non hanno alcuna intenzione di assumere? I motivi possono essere diversi, come ha spiegato anche Massimiliano Dona, presidente di UNC.
Spesso è solo una questione di immagine. Un’azienda che ha posizioni aperte sembra in crescita e in espansione. È marketing a costo zero.
Oppure l’azienda può usare le piattaforme online, come siti web o LinkedIn, per “monitorare” il mercato del lavoro, raccogliendo curriculum per capire quali competenze sono disponibili (e a che condizioni) e tenere un database di profili che potrebbero servire per esigenze future.
Può capitare anche che l’azienda in questione abbia degli scopi ancora più scorretti. Per esempio, usare le offerte di lavoro per raccogliere nuove idee, una consulenza gratis: chiedendo ai candidati, per esempio, un lavoro di prova per dimostrare le proprie competenze. L’annuncio serve solo a utilizzare il lavoro altrui senza retribuirlo.
I ghost job possono avere anche una funzione interna, per i propri dipendenti. Vedere posizioni aperte, anche per il proprio ruolo, mette pressione al lavoratore, che teme di essere sostituito da un momento all’altro.
Come scoprire se un annuncio è falso?
Non c’è un modo esatto di scovare un ghost job, ma possiamo imparare a notare alcuni dettagli. Spesso gli annunci di lavoro falsi hanno delle caratteristiche in comune:
- Restano pubblicati per mesi, vengono rimossi e ripubblicati identici, o non ha una data
- La descrizione è generica: mansioni vaghe, requisiti troppo ampi, nessuna informazione sul team o sul progetto
- Il processo di selezione e assunzione non è chiaro: nessuna indicazione su fasi e tempistiche, sede reale, tipo di contratto o inquadramento.
Per controllare che il lavoro per il quale ci stiamo candidando esiste davvero, possiamo fare un controllo incrociato sul sito ufficiale dell’azienda o provare a contattarla via mail o telefono, anche se questo non ci dà una certezza assoluta. L’assenza dell’annuncio non prova automaticamente che sia falso, perché molte aziende usano agenzie esterne per la selezione dei candidati.
Se ci chiedono una prova non retribuita o un progetto dettagliato, attenzione: è un campanello d’allarme.
La questione è rilevante, tanto che in Canada sono entrati in vigore da quest’anno obblighi specifici per i datori di lavoro con almeno 25 dipendenti: tra le novità, comunicare la “vacancy status” (se la posizione è davvero in fase di copertura) e dare un aggiornamento a tutti i candidati intervistati entro 45 giorni.
Le truffe ai danni chi cerca lavoro sui social
Facciamo sempre molta attenzione quando cerchiamo lavoro e non dimentichiamo che, oltre agli annunci fantasma, su Linkedin esistono delle vere e proprie truffe. Milioni di account sono fasulli: i truffatori si fingono reclutatori di aziende molto conosciute.
Può capitare che per candidarsi ai loro annunci si debba cliccare su un link per accedere ai dettagli dell’offerta di lavoro, ma in realtà ci ritroviamo su una pagina in cui viene richiesto di scaricare qualcosa o fornire dati personali. Mail e numeri di telefono raccolte vengono rivenduti a terzi o usati per rubare l’identità della vittima.
I truffatori riescono anche ad estorcere denaro, facendo credere al malcapitato di turno che ha superato la selezione, ma deve anticipare dei costi legati all’assunzione, come controlli anagrafici e di casellario giudiziale o per la formazione e le attrezzature. Naturalmente quei soldi non verranno mai resi come promesso e quel lavoro, esattamente come gli altri di cui abbiamo parlato, non esiste.




