Lo diceva bene Trilussa con il sonetto “La statistica” e la famosa media del pollo: “da li conti che se fanno seconno le statistiche d’adesso risurta che te tocca un pollo all’anno: e, se nun entra nelle spese tue, t’entra ne la statistica lo stesso perch’è c’è un antro che ne magna due”. Quali sono le città più care d’Italia secondo i dati Istat?
L’inflazione media in Italia, nel mese di gennaio 2026 è pari all’1%, ma se si analizzano i dati città per città, scopriamo che nelle 78 città monitorate dall’Istat si oscilla tra il +2,6% di Cosenza, oltre due volte e mezza il dato nazionale, e Campobasso, unica città a essere in deflazione, ossia i prezzi su base annua invece di salire, scendono, anche se di poco: -0,1%.
Quanto ci costa l’inflazione?
Ossia, in termini di aumento del costo della vita, quanto incide quella variazione dei prezzi sui nostri portafogli. Quell’1% italiano, significa che una famiglia spende mediamente 251 euro in più su base annua, ma si tratta di nuovo del pollo di Trilussa. Ogni città, infatti, non sono ha un’inflazione diversa ma anche un diverso reddito e un differente livello di spesa di partenza. Ad un’inflazione più bassa, quindi, può corrispondere un più alto incremento della spesa se questa era in precedenza più elevata. Insomma, il 10% di 100 è meno del 9% di 200.
L’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dei dati territoriali dell’inflazione comunicata dall’Istat, ogni mese stila la classifica delle città più rincarate d’Italia.
La classifica delle città più care
Vince questa non piacevole graduatoria (Tabella n. 1), Cosenza, dove l’inflazione tendenziale di gennaio (ossia da gennaio 2025 a gennaio 2026) pari a +2,6%, di gran lunga la più alta d’Italia, si traduce anche nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 506 euro per una famiglia media.
Medaglia d’argento per Pistoia che con +1,8% su gennaio 2025, la quarta inflazione più elevata del Paese ex aequo con Macerata, ha un incremento di spesa annuo pari a 487 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Bolzano, che con +1,4% ha una spesa supplementare pari a 465 euro annui per una famiglia tipo.
Appena fuori dal podio Macerata che +1,8% registra una stangata pari a 399 euro. Al quinto posto Belluno, +1,5% e una variazione annua della spesa pari a 391 euro. Seguono Reggio Calabria, seconda per inflazione con +2%, con una spesa di 389 euro, Bari, terza per inflazione (+1,9%), con una spesa di 385 euro,all’ottavo posto Napoli (+1,7%, +384 euro), in nona posizione Siena, ex aequo con Grosseto (+1,4% e +379 euro per entrambe). Ultima, Mantova: +1,3%, +373 euro.
Le città più virtuose
Sull’altro fronte della classifica (Tabella n. 2), la città più virtuosa d’Italia è Campobasso, l’unica a essere in deflazione. Grazie al calo dei prezzi dello 0,1% le famiglie possono risparmiare 24 euro.
Al secondo posto sia per inflazione bassa che per spesa, Modena, con una variazione dei prezzi e della spesa nulli.Medaglia di bronzo per Pisa (+0,1%, +27 euro). Al quarto posto della classifica delle città più risparmiose, Brindisi (+0,2%, +39 euro), seguita da Potenza (0,3%, +66 euro), Teramo (+0,3% e +74 euro), al settimo posto Ravenna e Piacenza (+0,3%, +83 euro), poi Sassari (+0,5%, +100 euro). Chiude la top ten delle migliori città, Livorno (+0,4%, +108 euro).
Tabella n. 1: Classifica delle città più care, in termini di spesa aggiuntiva su base annua (in ordine decrescente di spesa)
| N | Città | Rincaro annuo per famiglia media (in euro) | Inflazione annua di gennaio |
| 1 | Cosenza | 506 | 2,6 |
| 2 | Pistoia | 487 | 1,8 |
| 3 | Bolzano | 465 | 1,4 |
| 4 | Macerata | 399 | 1,8 |
| 5 | Belluno | 391 | 1,5 |
| 6 | Reggio Calabria | 389 | 2,0 |
| 7 | Bari | 385 | 1,9 |
| 8 | Napoli | 384 | 1,7 |
| 9 | Siena | 379 | 1,4 |
| 9 | Grosseto | 379 | 1,4 |
| 10 | Mantova | 373 | 1,3 |
Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat
Tabella n. 2: Classifica delle città meno care, in termini di spesa aggiuntiva su base annua (in ordine decrescente di spesa)
| N | Città | Rincaro annuo per famiglia media (in euro) | Inflazione annua di gennaio |
| 1 | Campobasso | -24 | -0,1 |
| 2 | Modena | 0 | 0,0 |
| 3 | Pisa | 27 | 0,1 |
| 4 | Brindisi | 39 | 0,2 |
| 5 | Potenza | 66 | 0,3 |
| 6 | Teramo | 74 | 0,3 |
| 7 | Piacenza | 83 | 0,3 |
| 7 | Ravenna | 83 | 0,3 |
| 9 | Sassari | 100 | 0,5 |
| 10 | Livorno | 108 | 0,4 |
Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat
Autore: Mauro Antonelli




