Venerdì 20 marzo saremo alla Camera dei Deputati per “Sprint Rules. La nuova stagione della Content Economy”, il convegno, promosso da Sprint Italia con il patrocinio di Unione Nazionale Consumatori, dedicato proprio alle nuove regole dell’influencer marketing. Proprio in questi giorni arriva la notizia che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha appena pubblicato le FAQ operative che traducono finalmente la normativa in indicazioni concrete.
Da quando il Codice di condotta per gli influencer è entrato in vigore, i dubbi pratici si sono moltiplicati. Le norme c’erano, ma nella quotidianità dei creator restavano molte zone grigie. AGCOM risponde ora con due documenti: uno pensato direttamente per i creator, organizzato per situazioni concrete, e uno più tecnico destinato a professionisti, agenzie e brand.
L’impostazione è volutamente pratica: le risposte non si limitano a richiamare obblighi normativi, ma forniscono criteri chiari su come comportarsi nei casi più frequenti. Vediamo i principali.
I tool delle piattaforme non bastano (da soli)
Una delle domande più ricorrenti: “Paid partnership” o “Contenuti brandizzati” di Instagram sono sufficienti?
AGCOM chiarisce: questi strumenti possono essere utili, ma non sostituiscono la disclosure testuale (es. “Pubblicità/ADV/Sponsorizzato da…”), che deve risultare subito visibile. Se il tool non è chiaramente percepibile, la dicitura va comunque inserita in sovraimpressione e/o in apertura di caption.
Dove mettere esattamente la dicitura
- Nei post: all’inizio della caption, prima del tasto “altro/more”. Se usi hashtag, la disclosure va entro i primi tre.
- Nei video (reel, TikTok, YouTube): in sovraimpressione nelle prime scene e in descrizione.
- Nelle stories: in sovraimpressione su ogni story promozionale.
- Nelle dirette: visibile in overlay e ripetuta durante la live.
“In collaborazione con” non va più bene
Per rapporti di committenza, diciture come “in collaborazione con” o “in partnership with” non sono idonee perché non rendono chiara la natura pubblicitaria. Vanno usate: “Pubblicità”, “Advertising”, “ADV” (anche “ADV+Brand”).
Prodotti regalati: quando si può omettere la dicitura
Regola generale: “gifted by … / prodotto inviato da …”.
Si può omettere solo se sono rispettate tutte queste condizioni insieme:
- Il prodotto non è il focus
- Non mostra loghi riconoscibili
- Non c’è collaborazione in corso
- Il prodotto non è stato già oggetto di contenuti “adv/gifted”
- Non si concede al brand il riutilizzo del contenuto
Eventi: invited by o ADV?
- Con contratto o rapporto promozionale in corso: “Pubblicità/ADV” + brand.
- Invitati senza contratto: “#invitedby … / invitato da …”.
Contenuti post-evento: quanto a lungo dichiarare?
Se pubblichi un recap giorni o settimane dopo, serve disclosure se il brand è ancora riconoscibile (loghi, tag, location).
Per prudenza, se il contenuto resta collegato al brand della collaborazione, mantenere la disclosure almeno nei 3 mesi successivi.
Chi è influencer (e chi no)
Importante: i giornalisti iscritti all’Albo non sono qualificabili come influencer rilevanti, perché il Codice deontologico esclude compensi per finalità promozionali.
È invece influencer chi crea contenuti controllando le scelte editoriali a fronte di corrispettivo in denaro, prodotti, servizi o benefici.
L’Elenco non è un albo professionale
AGCOM chiarisce: l”’Elenco degli influencer rilevanti non abilita all’esercizio della professione.” È semplicemente un registro pubblico a fini di trasparenza.ù
Appuntamento venerdì 20 marzo
Queste FAQ arrivano mentre il settore si prepara a un passaggio chiave: definire non solo le regole, ma il futuro della content economy. Ne parleremo venerdì 20 marzo alla Camera dei Deputati con “Sprint Rules”, il convegno con il patrocinio di Unione Nazionale Consumatori che riunirà creator, istituzioni, agenzie e brand per discutere presente e futuro dell’influencer marketing.




